A 33 e a 26 ani dall’uccisione per mano mafiosa del commissario e dell’ispettore deposizione di due corone di alloro

Verranno ricordati domani, dai poliziotti della Questura di Catania, il commissario Beppe Montana e l’ispettore Giovanni Lizzio, uccisi dalla mafia nel 1985 e nel 1992. Alle 10, all’interno del cimitero di Catania verranno apposte due corone di alloro sulle tombe di Montana e Lizzio. In seguito si terrà la celebrazione di una messa in suffragio, presso la chiesa di San Michele ai Minoriti di via Etnea, alla quale parteciperanno i poliziotti della Questura di Catania, le Autorità civili e militari e tutti i cittadini.
Sono passati trentatré anni dalla morte di Beppe Montana (a sinistra nella foto), un eccellente poliziotto che fece della legalità uno dei valori fondamentali della sua esistenza. Durante la sua attività investigativa, arrestò numerosi latitanti e scoprì raffinerie di droga e depositi di armi, intralciando così molti traffici della mafia.
Entrò a far parte della Squadra Mobile di Palermo e, in seno a questa, fu posto alla dirigenza della neonata sezione “Catturandi” ottenendo risultati eccezionali. Inoltre collaborò a stretto contatto con il pool antimafia, consolidando sempre più il rapporto nato con il Giudice Chinnici, impegnato in prima linea nella sfida con Cosa Nostra. Il 28 luglio 1985, il giorno prima di andare in ferie, il giovane Commissario fu ucciso mentre si trovava a Porticello, una frazione del comune di Santa Flavia.

Ventisei anni si contano dal vile agguato mafioso che spense la vita di Giovanni Lizzio, l’ispettore responsabile della sezione antiestorsioni della Questura di Catania, ucciso in un agguato di chiaro stampo mafioso il 27 Luglio 1992. Giovanni Lizzio, sposato e padre di due figlie, era una sorta di simbolo della Questura catanese, per anni aveva lavorato alla Squadra Mobile e, poco prima di morire, aveva assunto la direzione dello speciale nucleo che si occupa di lotta alle estorsioni.
L’ispettore Lizzio, era a bordo della sua Alfetta, incolonnato al semaforo di via Leucatia, quando a un tratto, venne affiancato da due giovani che viaggiavano a bordo di una moto. Uno dei due esplose alcuni colpi di pistola in rapida successione, l’ispettore venne colpito alla testa e al torace. Immediatamente soccorso, fu ricoverato in fin di vita al vicino ospedale Cannizzaro, dove morì alcuni minuti dopo. Entrambi i poliziotti saranno ricordati nelle parole del cappellano della Polizia di Stato Salvatore Interlando che officerà il rito.

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