Deferimento per un 23enne catanese che ha confessato di essere l’autore e per un 59enne senegalese che aveva riacquistato il materiale informatico per rivenderlo

Due persone sono state denunciate in stato di libertà dalla Digos di Catania per il furto di due computer al Dipartimento di Giurisprudenza del capoluogo. Si tratta del pregiudicato catanese 23enne N.A., indagato per furto pluriaggravato, e del pregiudicato senegalese I.M. (59 anni) indagato per ricettazione. I fatti che hanno portato al deferimento dei due risalgono al pomeriggio del 29 luglio scorso quando, approfittando dell’orario di chiusura, una persona si è furtivamente introdotta nei locali del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania, di via Gallo. L’uomo, una volta dentro, ha messo a soqquadro alcune aule, forzando alcuni armadietti e porte d’ingresso, infrangendo alcune vetrate, provocando non pochi danni e ferendosi alla gamba destra.
Lo stesso poi si è allontanato dopo avere rubato due computer completi di monitor, tastiera e mouse che ha riposto all’interno di un sacco di plastica nero, solitamente usato per i rifiuti.

Gli uomini della Digos, scattato l’allarme, si sono posti all’immediata ricerca del responsabile che, come è emerso dalle immagini estrapolate dal circuito di videosorveglianza, è risultato essere un giovane di circa 20 anni che indossava un paio di pantaloncini ed una maglietta maniche corte, entrambi di colore blu.
In particolare, i poliziotti hanno effettuato un’attività di perlustrazione delle vie limitrofe, concentrandosi sui luoghi abitualmente frequentati dai giovani dediti ai furti e allo spaccio di stupefacenti. Nelle zone adiacenti via Crociferi e la scalinata di via Alessi, in effetti, tra i numerosi giovani presenti, i poliziotti ne hanno individuato uno corrispondente alle fattezze fisiche di quello immortalato nelle immagini. Gli operatori di polizia hanno proceduto al suo controllo, accertando che il giovane era sprovvisto di documenti; inoltre, l’attenzione gli uomini della Digos, è stata attirata dal fatto che il giovane indossava un paio di pantaloncini e presentava una ferita alla gamba destra di cui non riusciva a dare alcuna spiegazione plausibile.

Il sospetto che è risultato gravato da numerosi precedenti di polizia per furto aggravato e spaccio di sostanze stupefacenti, è stato, quindi, condotto in ufficio dove veniva è stato identificato. Di fronte all’evidenza dei fatti, il 23enne ha dichiarato spontaneamente di essere stato l’autore del furto presso il Dipartimento di Giurisprudenza e di aver venduto la refurtiva a degli stranieri. Gli operatori Digos, pertanto, hanno effettuato una ricognizione dei vari esercizi commerciali, recandosi anche in via Di Prima, dove hanno notato una bottega adibita alla riparazione ed alla vendita di telefonia e computer.
Dal controllo espletato all’interno del negozio gestito dal 59enne cittadino senegalese, con precedenti di polizia per ricettazione, riciclaggio e furto aggravato, è stato rinvenuto, in uno scaffale posto alla fine della bottega, un grosso sacco in plastica nera del tipo usato per i rifiuti contenente due computer da tavolo completi di monitor, tastiere, mouse e cavetti, alcuni dei quali riportavano una targhetta identificativa con la scritta “Università di Catania”. Il materiale è stato sequestrato e immediatamente restituito ad un funzionario dell’Università di Catania che lo ha riconosciuto come proprio.

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