Dal personale insufficiente ai mezzi inadeguati, questi i temi trattati dai VVF ne corso della conferenza stampa rivolta ai cittadini

Si è svolta ieri mattina, davanti la prefettura di Catania, la conferenza stampa sugli incendi e sulla sicurezza del Partito Comunista Italiano-Unione di Base dei Vigili del Fuoco. Presenti al convegno il segretario nazionale PCI Luca Cangemi, il segretario provinciale PCI Fabio Rapisarda e Carmelo Barbagallo coordinatore regionale USBVVF.
Secondo gli standard europei dovrebbe esserci un vigile del fuoco ogni 1500 abitanti, ma sembrerebbe che ad essere disponibili siano uno ogni 15.000.
È stato questo il problema maggiormente esaminato nella conferenza di ieri, e non solo perché all’interno del distretto etneo esistono grandi lacune come la mancanza di prevenzione e di sicurezza del terreno e dei cittadini, ma soprattutto l’insufficienza del personale a disposizione e i numerosi incendi, che quest’anno hanno distrutto 45 mila ettari di patrimonio boschivo, uniti alla carenza di mezzi che risultano inaffidabili e vecchi.
Il tutto potrebbe diventare particolarmente pericoloso se dovessero arrivare delle bombe d’acqua che, non trovando alcun tipo di vegetazione, causerebbero gravi danni. Il pericolo riguarda soprattutto i cittadini che non possono contare nemmeno su un’adeguata sicurezza della loro salute.
«Quello che chiediamo è che Catania abbia un rilancio del soccorso perché ci troviamo in una situazione davvero critica. Aggiungendo poi che verrà tolto il nucleo sommozzatori e che il nucleo portuale verrà dimezzatoha dichiarato Carmelo Barbagallo –  Non abbiamo alcun contratto né riconoscimento della categoria usurante né siamo protetti dall’INAIL (Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro). Abbiamo davvero bisogno che qualcosa cambi e ci batteremo fino alla fine».
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