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L’associazione Ultreya di Pedara organizza, il percorso formativo per 25 futuri volontari degli “albergue” del Cammino di Santiago

Si svolgerà dal 20 al 22 aprile a Pozzillo, ai piedi del più grande vulcano d’Europa, l’Etna, il primo corso Hosvol in Sicilia per “Hospitalero volontario”, promosso dall’associazione di volontariato Ultreya di Pedara, in collaborazione con Hosvol e la Federazione Spagnola delle Associaziones de Amigos del Camino de Santiago. Il corso per gli Hospitaleri è inserito in un più ampio percorso dal titolo “Il cammino, i cammini, l’accoglienza” che intende non solo far conoscere le vie di pellegrinaggio verso Santiago de Compostela in Galizia nel nord ovest della Spagna, ma vuole anche promuovere i Cammini Francigeni di Sicilia e i cammini in generale.

Il corso Hosvol è riservato a quanti hanno già compiuto il Cammino di Santiago e che intendono fare accoglienza negli “albergue” sulla via che conduce alla tomba dell’apostolo Giacomo. Le attività formative si terranno presso l’albergue “Don Milani”, annesso alla Parrocchia S. Margherita di Pozzillo, e saranno riservate a 25 partecipanti. Il corso sarà preceduto da due incontri divulgativi itineranti aperti a tutti, che si terranno giorno 7 e 14 aprile. Il primo incontro dal titolo “Andare, Camminare, Accogliere” si terrà a Pedara presso la Casa Museo “Domus Caritatis” di Giuseppina Faro. Il secondo dal titolo “Dal Cammino ai cammini” sarà tenuto all’interno della sala consiliare del Comune di Santa Maria di Licodia.

L’impegno di questi hospitaleri porta ogni anno centinaia di persone di tutte le età e provenienti da ogni angolo del mondo a svolgere il servizio di accoglienza su tutte le vie di pellegrinaggio, specialmente sul più frequentato “Cammino Francese” che da Saint Jean pied de Port, sul versante francese dei Pirenei, conduce a Santiago de Compostela da cui i pellegrini giungono poi a Finisterre. Se un tempo i pellegrini che affrontavano il proprio Cammino potevano trovare riparo notturno anche solamente sotto un ponte, oggi esistono strutture a gestione parrocchiale, pubblica, privata o associativa, gli albergue, che riescono ad offrire un’accoglienza più o meno soddisfacente grazie all’impiego di questi volontari, appositamente formati, che si prodigano con grande energia ad offrire un pasto veloce ai pellegrini e a garantire un luogo di riposo prima della nuova tappa. Negli ultimi anni sono nate anche diverse strutture private private che rappresentano per le zone rurali della Spagna una fonte di reddito per quanti si dedicano all’accoglienza. Ma per i molti albergue parrocchiali e pubblici disseminati in tutta la Spagna questi volontari, che decidono di impiegare le proprie ferie al servizio dei “peregrinos”, rappresentano la garanzia di un’accoglienza secondo lo stile povero e gratuito.

 

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