Impossibilità a garantire misure anti-contagio. Don Piero Galvano lancia un appello alle Istituzioni: «Gesto di estrema sofferenza: ora non lasciamo soli gli ultimi»

La Caritas Diocesana, in accordo con la Curia di Catania, ha disposto la chiusura di tutti i servizi a partire dal pomeriggio di giorno 12 marzo, e fino al 25 marzo, salvo ulteriore proroga stabilita dal Presidente del Consiglio dei Ministri. La misura adottata dall’organismo diocesano risponde al dpcm 11 marzo 2020, in quanto non è più possibile garantire per gli assistiti, i volontari e gli operatori, quelle misure anti-contagio che risultano necessarie per arginare il diffondersi del Covid-19.

In queste settimane di emergenza, volontari e operatori sono stati in prima linea nell’assistenza dei meno fortunati, provvedendo alla rimodulazione di alcuni servizi – come la distribuzione dei pasti all’esterno delle strutture per evitare assembramenti – per ottemperare ai provvedimenti del Presidente del Consiglio ed evitare al tempo stesso il propagarsi di una crisi alimentare per quelle centinaia di assistiti che quotidianamente si rivolgono alla Caritas.

Ad oggi, tuttavia, non è più possibile garantire quelle misure standard di sicurezza che erano state rispettate nei giorni scorsi – come la distanza interpersonale di almeno un metro tra gli assistiti e tra gli assistiti e gli operatori – a causa della riduzione delle risorse umane e degli assembramenti non facilmente gestibili degli assistiti nei pressi dell’Help Center della Stazione Centrale.

«Un gesto, quello della sospensione dei servizi, che consideriamo di estrema sofferenza» ha sottolineato don Piero Galvano, direttore dell’organismo diocesano, che ha comunicato la decisione in seguito a un ragionato confronto con altre Caritas nazionali e con la Curia di Catania. «A Catania ci sono almeno un centinaio di senza dimora, e circa 55mila in tutta Italia – ha aggiunto don Piero Galvano – e pertanto chiediamo alle Istituzioni e alla Protezione Civile di pensare anche a loro in questi momenti di estrema difficoltà, perché la loro fragilità e l’assenza di una casa li espongono ancora maggiormente a questa situazione. Pertanto voglio rivolgere un appello perché si facciano carico, in questo momento di difficoltà, dell’aiuto nei confronti di queste persone».

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