Le analisi del sangue hanno escluso ogni dubbio sul caso presentatosi al pronto soccorso

«Nessun paziente è ricoverato all’Ospedale Cannizzaro di Catania per eventuali, anche solo riferiti, contatti con altri soggetti in Paesi coinvolti nell’emergenza da Coronavirus “Covid-19”. Nessuna quarantena è in atto nell’area di Alto Isolamento di Malattie Infettive». A riferirlo è il dott. Salvatore Giuffrida, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro, che smentisce la notizia diffusasi in queste ore sul presunto ricovero di una paziente che sarebbe entrata in contatto con cittadini cinesi con i sintomi del Coronavirus “Covid-19”. Allarme infondato, dunque,  quello parlava di un probabile caso di coronavirus – in gergo medico Covid-19 – al Cannizzaro di Catania. Sempre secondo quanto riferito dall’ospedale, si tratterebbe di un’erronea ricostruzione di un recente caso di una donna che, reduce da un viaggio in India – come altre decine di pazienti in queste settimane – è stata trattata nell’Unità Operativa di Malattie Infettive, i cui medici dopo l’esito del prelievo ematico, hanno riscontrato una influenza per un ceppo virale del 2009.

L’esito negativo ai test medici, ha poi portato i sanitari a dimettere la donna. La prassi seguita dai medici, rientra in un più ampio protocollo di sicurezza diffuso tra gli ospedali Italiani che porta i sanitari a tenere un comportamento volto ad un eccesso di precauzione per scongiurare ogni probabile caso reale. Il caso di oggi, rappresenta il secondo nel giro di pochi giorni che interessa questo ospedale catanese. Già lo scorso 31 gennaio il direttore generale era stato costretto a dover smentire delle false notizie che parlavano di un caso di coronavirus al Cannizzaro. In quell’occasione, il direttore Giuffrida,  aveva fatto un appello rilanciando il senso di responsabilità già chiesto dall’Assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, nei confronti di quanti a vario titolo operano nel mondo dell’informazione.

Riguardo alle norme di comportamento legate al coronavirus, il Ministero della salute ha emanato negli scorsi giorni alcune Faq che dovrebbero aiutare a ridurre il rischio per eventuali contagi che oggi in Italia risulterebbero improbabili. I sintomi più comuni, così come riportato dal Ministero,  includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e – nei pazienti maggiormente a rischio ed immunocompromessi – anche la morte. È lo stesso Ministero a rassicurare che comunque il virus “raramente è fatale”.  Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache. Riguardo alle forme di contagio, il nuovo coronavirus si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria è quella delle  goccioline del respiro proveniente da persone infette, come ad esempio la saliva, la tosse o lo starnuto, contatti diretti personali, mani (ad esempio toccando con le mani contaminate non ancora lavate) bocca, naso o occhi. Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti. Studi sono in corso per comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus. Le intere informazioni inerenti il coronavirus sono raggiungibili al seguente link .

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