Prosegue l’indagine sul vile agguato al Pronto soccorso contro un medico che si è, legittimamente, rifiutato di fornire il nome di una paziente

Era un vero operatore del 118 uno dei cinque aggressori del medico del Pronto soccorso dell’Ospedale “Vittorio Emanuele” di Catania che, come prevede la legge, si è rifiutato di fornire le generalità di una paziente al pregiudicato 47enne Mauro Cappadonna, con cui questi aveva avuto un incidente poche ore prima. L’operatore, che era fuori servizio, giorno uno gennaio scorso avrebbe utilizzato il proprio codice d’ingresso per far accedere Cappadonna (poi arrestato) nell’area riservata, dove il pubblico in attesa non può entrare, e consentire il pestaggio attuato dal pregiudicato e da altri 4 energumeni.
L’indagine prosegue e al vaglio della Questura, cui sono affidate le indagini, è la posizione dell’addetto al 118 sia per aver indebitamente utilizzato la dotazione di servizio (il codice) per scopi privati, sia per il suo ruolo nell’intimidazione nei confronti del medico. Nei confronti dell’uomo, oltre ai profili di responsabilità penale che gli sono già costati una denuncia a piede libero, potrebbero configurarsi rilievi di carattere amministrativo e disciplinare da parte dell’azienda ospedaliera.

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