Lungo serpentone da piazza Roma a piazza Università. Consegnato al comune un decalogo da attuare entro il 2030

Anche da Catania, così come da altre 180 città italiane, si è levato stamattina forte il grido a sostegno delle politiche di constrasto al cambiamento climatico, per salvare, finché c’è tempo, il pianeta dal surriscaldamento globale. Alla manifestazione cittadina indetta da “Fridays For Future Catania” in occasione del “3° Sciopero Globale per il Clima” – nonché giornata conclusiva della settimana di mobilitazione mondiale per il clima promossa da movimento internazionale ispirato all’azione dell’attivista svedese Greta Thunberg – si sono presentati in circa quindicimila.

Da una piazza Roma strapiena di attivisti e manifestanti, è partito un corteo che si è poi concluso in piazza Università dopo l’attraversamento del centro cittadino. A formare un lunghissimo serpentone lungo via Etnea c’erano i singoli cittadini, gli studenti di tante scuole del capoluogo e della provincia, soprattutto i giovanissimi – i più sensibili alle istanze di Greta –, gli universitari, i sindacati che hanno indetto anche uno sciopero, le associazioni ambientaliste e di tipo diverso. Coloratissimi e ricchi di creatività i vari gruppi che hanno marciato con striscioni, cartelli ed ogni mezzo per catalizzare l’attenzione sui cambiamenti climatici.

Non è passato inosservato lo striscione che ha rappresentato il leitmotiv di questo terzo sciopero: “Come osate”, ovvero le parole pronunciate da Greta qualche giorno fa al vertice mondiale per il clima delle Nazioni Unite di New York. Il corteo è stato inframmezzato da “azioni artistiche” spontanee proposte dalle varie scuole lungo via Etnea, sempre su temi ambientalisti. All’arrivo in piazza Università si è svolta un’assemblea con un confronto aperto a tutti sulle azioni collettive da intraprendere a sostegno della causa climatica per cambiare lo status quo, ma anche per agire nel territorio con proposte in grado di modificare la situazione nel capoluogo e nella sua provincia.

«Siamo scesi in piazza a Catania insieme a milioni di giovani in tutto il mondo – dichiara Paolo Putrino, portavoce di “Fridays For Future Catania” – perché avvertiamo che qualcuno sta rubando il nostro futuro. I politici e le istituzioni in genere, non riconoscono la situazione che viviamo, che è di vera e propria emergenza: se non agiamo subito i danni saranno gravissimi e irreversibili.

A conclusione della manifestazione abbiamo presentato al Comune di Catania una lista di cose concrete da fare che, insieme ad altre azioni simili in tutto il mondo, sono idonee a contrastare il cambiamento climatico. Fra queste – conclude Putrino – l’azzeramento delle emissioni entro il 2030, il limite indicato dalla comunità scientifica per un feedback positivo prima del collasso climatico; una maggiore piantumazione di alberi; il potenziamento del trasporto pubblico locale; una revisione della politica del rifiuto in un’ottica di economia circolare e di riutilizzo».

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