L’ex primo cittadino avrebbe “aiutato” l’assessore ad ottenere il trasferimento all’Università di Catania

Anche l’ex sindaco di Catania, Enzo Bianco, e il suo ex assessore alla “Bellezza condivisa”, ordinario del Dipartimento di Scienze Umanistiche, Orazio Licandro, risultano indagati nell’ambito dell’inchiesta “Università bandita” sfociata il 28 giugno scorso nella sospensione – e successive dimissioni – dell’ex Rettore dell’Ateneo di Catania Francesco Basile e di altri nove professori con posizioni apicali nei Dipartimenti dell’Università etnea, indagati per associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta.

Bianco, Licandro e altre 12 persone risultano indagati nella stessa inchiesta. A notificare gli avvisi di Garanzia è stata la Digos. Richiesta anche la proroga delle indagini. Bianco, secondo l’accusa, avrebbe “aiutato” Licandro, che insegnava a Catanzaro, ad ottenere la cattedra a Catania coinvolgendo le sue amicizie nell’ateneo. Le accuse sono di associazione per delinquere, corruzione e turbata libertà degli incanti. Con gli ulteriori avvisi di garanzia, gli indagati per “Università bandita” salgono a 80.

Gli altri indagati: Marina Paino (direttrice del dipartimento di Scienze umanistiche), Valerio Pirronello (ex direttore dipartimento di Fisica), Luigi Caranti (Filosofia politica), Caterina Cirelli (Geografia economico-politica), Rosa Alba Miraglia (Economia aziendale), Giovanni Pennisi (Scienze tecniche mediche applicate), Santo Burgio (Storia della filosofia), Margherita Ferrante (Igiene generale e applicata), Venera Ferrito (Scienze biologiche), Gianpietro Giusso Del Galdo (Botanica), Giuseppe Musumeci (Scienze biomediche) e Salvatore Torre (Geografia).

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