Il Gup Giuseppina Montuori è andata ben oltre la richiesta di 10 anni della Procura

Quattordici anni di reclusione, provvisionale di 10 mila euro ciascuno alle 10 parti civili. Si conclude così il processo, celebrato col rito abbreviato, per padre Pio Guidolin, il parroco della chiesa Santa Croce del popoloso quartiere catanese del Villaggio Sant’Agata, arrestato l’1 dicembre del 2017 per violenza sessuale su minorenni. Ad emettere la sentenza il Gup Giuseppina Montuori, che è andata ben oltre la richiesta di 10 anni della Procura.

Il sacerdote abusava di adolescenti, età media di 14 anni, cospargendoli di olio santo prelevato dalla chiesa, e conferendo alla violenza caratteri spirituali purificatori. Una delle vittime, dopo le ripetute violenze, avrebbe tentato il suicidio, fatto da cui hanno avuto origine le indagini. Cinque le vittime accertate: tutte in particolari situazioni di fragilità (problemi familiari), che l’orco in abito talare avrebbe sfruttato a suo vantaggio.

Guidolin avrebbe contato anche sulla complicità del padre di un ragazzino vittima degli abusi che lo avrebbe messo sull’avviso dell’indagine. L’uomo è adesso indagato per favoreggiamento. Il parroco avrebbe anche millantato amicizie criminali per far desistere alcuni genitori dalle denunce. Per Guidolin è in corso il processo canonico da parte del Tribunale Ecclesiastico con condanna in primo grado alla sanzione massima della riduzione allo stato laicale.

Don Pio Guidolin ha diretto per alcuni anni la pastorale giovanile dell’Ardiocesi di Catania. Nel 1994 ha animato l’incontro di Papa Giovanni Paolo II con i giovani allo stadio “Cibali” di Catania, nella visita che il pontefice fece al cospetto dell’Etna. Il sacerdote, negli anni ’90, ha anche avuto un ruolo attivo a Biancavilla, guidando diversi incontri religiosi.

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