Alla luce del nuovo decreto, potrebbe essere in discussione l’ordinanza di “quarantena” nei confronti del 29enne di Santa Maria di Licodia

Potrebbe aggiungersi un nuovo tassello legislativo, nel braccio di ferro tra il 29 enne licodiese proveniente da Codogno e il primo cittadino di Santa Maria di Licodia Salvatore Mastroianni, che lo scorso lunedì ha fatto notificare all’uomo e ai componenti del suo nucleo familiare un’ordinanza di “quarantena” con sorveglianza attiva che di fatto impone ai tre di rimanere bloccati in casa fino a domenica prossima. È di questo pomeriggio, infatti, la notizia pubblicata dal sito Ansa.it attraverso la quale viene riportata una parte del nuovo decreto legge del governo Conte che tra i vari provvedimenti in materia di Coronavirus, intende regolare le modalità di gestione dell’emergenza da parte dei primi cittadini italiani.

«Sono “inefficaci”» si legge sull’agenzia nazionale di stampa  «tutte le ordinanze dei sindaci i materia di Coronavirus in contrasto con le misure prese dal  governo. Lo prevede una norma nell’ultima bozza del decreto legge approvato venerdì. Per fermare iniziative fuori asse, si prevede che dopo “l’adozione delle misure statali di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 non possono essere adottate e sono inefficaci – recita la norma – le ordinanze sindacali contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali”».

Ordinanza di quarantena, quella del primo cittadino Salvatore Mastroianni, che nella giornata di ieri ha fatto accendere i riflettori della cronaca nazionale sul piccolo centro etneo dopo che il legale della famiglia, l’avvocato Adriana Palumbo, ha inviato al comune una richiesta di revoca in autotutela della stessa (rileggi l’articolo). “Non mi sposto di un millimetro” aveva però dichiarato al Tg 3 regionale delle 19:30 il primo cittadino di Santa Maria di Licodia, in merito all’ordinanza da lui emanata e alla richiesta dell’avvocato Palumbo.

Sul “caso Licodia”, nella giornata di ieri, si era registrato anche l’intervenuto dell’assessore della Salute siciliana Ruggero Razza. «Nonostante le direttive nazionali sull’emergenza Coronavirus siano state ampiamente chiarite, attribuendo compiti e responsabilità, registriamo ancora in alcuni comuni siciliani curiose iniziative individuali da parte dei sindaci» ha detto l’assessore. «Mi segnalano addirittura azioni di isolamento per una famiglia, senza alcun parere sanitario da parte dell’Asp. Credo sia opportuno che l’Anci Sicilia vigili su tali condotte che vanno in contrasto con le disposizioni vigenti». Nel frattempo il legale della famiglia sta lavorando alacremente in queste ore per capire quale sarà la prossima mossa da attuare e se, già da domani, il 29 enne con la sua famiglia potranno gustare nuovamente il sapore della libertà dopo giorni di isolamento.

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