Il Governatore chiede al Governo centrale di varare con celerità misure per ottenere liquidità immediata atte a garantire aiuti alle attività destinate alla chiusura

Un nuovo Dpcm, quello appena presentato da Giuseppe Conte attraverso una sua conferenza stampa, che sembrerebbe far nascere confusione rispetto a quanto emanato ieri dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci attraverso una propria ordinanza. A chiarire i punti che rimarranno in vigore, lo stesso Musumeci attraverso un post pubblicato su Facebook, con il quale sembrerebbe anche lavarsi le mani dalle possibili pesanti ricadute che il Dpcm di oggi potrebbe avere su alcuni settori come la ristorazione, la cultura e lo sport. “Il governo nazionale si è assunto la responsabilità di fare pesare le chiusure sul settore della ristorazione, della cultura e dello sport” scrive il Governatore Nello Musumeci. “Le Regioni italiane, nella serata di ieri, con un documento unanime, avevano chiesto di fare altro e di muoversi in direzione di scelte ragionate e sostenibili sotto il profilo dell’equilibrio tra diritto alla salute e diritto ad una vita quanto più ordinaria possibile, in un periodo del tutto straordinario”.

Era di ieri, infatti, un documento a firma di Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome  attraverso il quale si richiedeva al Governo centrale l’estensione della didattica a distanza fino al 100% per le scuole secondarie superiori e per le università, di destinare i tamponi (molecolari o antigenici) solo ai sintomatici e ai contatti stretti (familiari e conviventi), di prevedere l’orario di chiusura per i ristoranti alle ore 23.00, con il solo servizio al tavolo e per i bar la chiusura alle ore 20.00 ad eccezione degli esercizi che possono garantire il servizio al tavolo prevedendo nel fine settimana la chiusura dei centri commerciali, con eccezione di alimentari e farmacie. Tra le richieste da parte della Conferenza, anche di valutare le chiusure relative a: palestre, piscine, centri sportivi, cinema, teatri etc., in base ai dati epidemiologici di riferimento. Richieste, rimaste inascoltate.

“L’ordinanza da me adottata – che permane nella sua efficacia per tutte le misure più restrittive – ha scelto come linea di intervento la riduzione della mobilità, tenuto conto della circostanza che il contagio viene anzitutto arginato con la riduzione degli spostamenti e della circolazione dei cittadini” ha proseguito Musumeci. Tutto invariato, dunque, per le restrizioni sulla mobilità – il cosiddetto “coprifuoco” – che rimangono in vigore dalle 23 alle 5 del mattino, previste nell’ordinanza regionale di ieri. “Appare difficile da sostenere la decisione di gravare su comparti nei quali il controllo delle misure è sempre stato più efficace, rispetto ad altri che, per loro natura, sono destinati ad ampie frequentazioni.”

Parole dure ma non polemiche, infine, sulla necessità di sostenibilità economica nei confronti di quelle aziende che a causa del nuovo Dpcm rischiano di soccombere a questo lockdown dai toni soft. “Tuttavia, poiché solo il governo centrale può assicurare il concreto ristoro per le attività destinate alla chiusura, senza alcuna polemica e con spirito costruttivo chiedo al presidente Conte di varare con la necessaria celerità le misure per la liquidità immediata e per garantire aiuti. Va neutralizzata la tensione sociale. Ancora una volta faccio appello al buonsenso di tutti e alla necessità di stare uniti. Altrimenti sarà tutto più difficile”, conclude Musumeci.

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