Polemiche e domande da parte di tanti biancavillesi sui criteri di distribuzione dei buoni spesa. Le risposte dell’assessore Vincenzo Amato e del capo Area Salvatore Leonardi

L’amministrazione comunale biancavillese presieduta dal sindaco Antonio Bonanno ha provveduto, negli scorsi giorni, alla ripartizione dei buoni spesa per far fronte all’emergenza alimentare derivante dalla pandemia Covid-19, che ha imposto lo stop lavorativo a tante famiglie, incluse quante trovavano sostentamento da lavori precari o, addirittura, in nero. Una prima parte dei buoni è stata distribuita dalla Croce Rossa Italiana di Biancavilla. Altri ne verranno distribuiti nei prossimi giorni con la parte residuale dello stanziamento del governo centrale (249.288,64 euro in totale) a cui dovrebbero aggiungersi anche i fondi stanziati dal governo regionale (476.640 euro).

La prima ripartizione ha innescato inevitabili polemiche, mosse da quanti sono rimasti fuori che ritengono di aver subito un torto. Le lamentele si sono manifestate sia sui social, sia con messaggi diretti alla nostra testata. Abbiamo approfondito la questione per voler far chiarezza, con la massima obiettività, su un tema molto delicato che riguarda la sussistenza di tante famiglie. Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale i criteri di scelta dei beneficiari. Tramite il portavoce del sindaco Antonio Bonanno, ci è stato comunicato che sono stati adottati i criteri stabiliti dal governo nazionale nell’Ordinanza della Protezione Civile n.658 del 29 marzo 2020 (vai all’ordinanza):

“L’Ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individua la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico”.

Come già comunicato tramite diverse note stampa, il Comune di Biancavilla ha stabilito questi criteri:

  • il Buono spesa (…) verrà elargito in primis a coloro i quali non sono percettori di reddito o di sussidi e poi, a seguire, secondo quelle che sono state le priorità del Governo.
  • Percettori di Reddito di Cittadinanza senza altri redditi.
    Fino a 200 euro di RdC integrazione di 300 euro (in buoni spesa);
    Tra 201 e 400 euro di RdC integrazione di 200 euro (in buoni spesa);
    Tra 401 e 600 euro di RdC, invece, l’integrazione (in buoni spesa) è fino al raggiungimento della cifra di 600 euro. [Esempio: Percettore Reddito di Cittadinanza 500 euro, l’integrazione sarà di 100 euro].
  • Percettori di Pensione di invalidità senza altri redditi:
    Integrazione di 200 euro (in buoni spesa).
  • Possessori di Partita Iva le cui attività sono state chiuse a seguito dei provvedimenti governativi e regionali per il contenimento del diffondersi del Covid 19:
    Integrazione di 200 euro (in buoni spesa).
  • Contributo, tramite buoni spesa, per un importo differente a seconda la composizione familiare. Nello specifico:
    – soggetto che vive solo € 150,00
    – nuclei familiari di 2 persone € 300,00
    – nuclei familiari di 3 persone adulte € 450,00, più ulteriori € 50,00 per ogni altro componente
    – nuclei familiari con minori presenti inferiori di anni 12 anni € 450,00 più ulteriore € 50,00 per ogni altro minore.

Un’altra questione che ci è stata posta dai beneficiari dei buoni, riguarda l’accettazione, o meno, da parte degli esercizi commerciali dei buoni spesa. Il Comune di Biancavilla ha chiesto agli esercenti di manifestare la propria disponibilità tramite una domanda di adesione, per cui non tutti, probabilmente, hanno aderito.
«Abbiamo fatto un avviso aperto a tutte le attività che vendono beni di prima necessità, e tutte le richieste sono state accolte», dichiara a Yvii24 l’assessore ai Servizi sociali Vincenzo Amato che aggiunge: «I beni che si possono acquistare, voglio sottolinearlo, sono quelli di prima necessità, Per cui, ad esempio, sono escluse le bevande alcoliche».

Infine, una domanda ci è stata posta dai commercianti e riguarda i tempi e le modalità per ottenere il rimborso dei buoni spesa. Abbiamo chiesto informazioni al responsabile dell’area “Amministrativa” del Comune di Biancavilla, Salvatore Leonardi, che spiega così le modalità di rimborso: «I commercianti dovranno presentare al protocollo del Comune la fattura e i buoni spesa; il pagamento avverrà dopo una settimana o al massimo dopo dieci giorni».
Come Yvii24 restiamo a disposizione dei cittadini di Biancavilla che volessero segnalare anomalie o che siano rimasti esclusi nonostante rientrassero, sulla carta, fra i beneficiari.

Print Friendly, PDF & Email
Hashtags #Biancavilla #buoni spesa #coronavirus #covid 19 #Ultime notizie