“Persistente problema di carattere igienico sanitario e di salute pubblica”

In una lettera inviata al sindaco di Santa Maria di Licodia, Salvatore Mastroianni, all’Arpa Sicilia, all’Azienda sanitaria Catania Dipartimento di prevenzione Area di Igiene e Sanità, al Distretto sanitario di Adrano, il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Angela Foti, chiede azioni di coordinamento e interventi urgenti, per eliminare il rischio sanitario dovuto agli sversamenti dei liquami sui terreni ubicati in contrada Stazione ferroviaria di Schettino a Santa Maria di Licodia. Nei giorni scorsi si è svolto un sopralluogo nel tentativo di trovare una soluzione agli scarichi fognari del depuratore comunale, ormai vetusto e mal funzionante, che inquina da anni i terreni e provoca non pochi disagi a residenti ed esercizi commerciali. Di seguito la nota integrale dell’onorevole Foti.

Richiesta di azioni di coordinamento e interventi urgenti, atti ad eliminare il
rischio sanitario, dovuto agli sversamenti dei liquami sui terreni ubicati in contrada Stazione Ferroviaria di Schettino sita nel comune di Santa Maria di Licodia (CT)

Facendo seguito agli impegni da me assunti durante la riunione tecnico-operativa svoltasi in data 8 maggio 2017, verbale ARPA prot. n. 27696, ho richiesto ed ottenuto un incontro con il personale del Servizio 1 e del Servizio 3 del Dipartimento dell’acqua e dei rifiuti dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità. In merito alla dichiarazione dell’ing. Gaetano Giuffrida, Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale di Santa Maria di Licodia, che durante la suddetta riunione ha affermato che “per spostare l’attuale punto di scarico del depuratore occorre l’autorizzazione del competente DRAR”, gli uffici regionali competenti da me interpellati hanno chiarito che l’autorizzazione a cui fa riferimento l’ing. Giuffrida, potrà essere rilasciata solo nel momento in cui l’ente locale presenterà il progetto esecutivo approvato e aggiudicato che precede l’inizio dei lavori di potenziamento ed adeguamento dell’impianto di depurazione a quanto richiesto dalla normativa vigente.

Nel caso di specie, trattandosi di un prolungamento dell’attuale condotta del depuratore fino ad oltrepassare il sottopasso della SS 121 al fine di mitigare i disagi ai residenti in Contrada Schettino e alle attività produttive insistenti nella Contrada, non è né possibile richiedere una autorizzazione provvisoria allo scarico né tanto meno è competenza dell’Amministrazione Regionale autorizzare un semplice prolungamento per un impianto di depurazione che da decenni non è conforme alle prescrizioni di legge. Tutto ciò confermato dal dettato del comma 6 dell’articolo 124 della legge 152/2006 che recita: “6. Le regioni disciplinano le fasi di autorizzazione provvisoria agli scarichi degli impianti di depurazione delle acque reflue per il tempo necessario al loro avvio oppure, se già in esercizio, allo svolgimento di interventi, sugli impianti o sulle infrastrutture ad essi connesse, finalizzati all’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, ovvero al potenziamento funzionale, alla ristrutturazione o alla dismissione.(comma così modificato dall’art. 7, comma 1, lettera l), legge n. 164 del 2014)”.

Infatti risulta ancora essere in atto del 28 febbraio 2017, presso la CUC di Pedara l’iter per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva del Potenziamento ed adeguamento al D.Lgs. 152/2006 dell’impianto di depurazione delle acque reflue del Comune di Santa Maria di Licodia. In conclusione dunque non risulta condizione di impedimento ai lavori di mitigazione del disagio dei reflui non depurati dell’impianto di depurazione esistente, il mancato rilascio di una autorizzazione provvisoria allo scarico che invece deve essere ottenuta, come detto, per finalità completamente differenti. Invito dunque le signorie vostre a riunirvi urgentemente al fine di definire celermente una soluzione ai gravi disagi visto anche che, come affermato sempre nelle stesso verbale, dal dott. Sidoti dell’ASP 3, è persistente un problema di carattere igienico sanitario e di salute pubblica, suggerendo al contempo, come soluzione temporanea, nelle more dei lavori di adeguamento summenzionati, lo spostamento del punto di recapito dei reflui mediante un prolungamento della condotta. Ringraziandovi, certa di una sua celere risposta, colgo l’occasione per porle distinti saluti.

On. Angela Foti

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