Il sindaco di Belpasso Motta contro il comune capofila del Distretto sociosanitario 18 che, a suo dire, tiene un comportamento «di prevaricazione sugli altri e di inattività»

Un dato su tutti: 1,8 milioni di euro persi per mancanza di progettualità, ma anche ritardi nei pagamenti per il personale impegnato nell’assistenza igienico-personale e ai disabili, inadeguata gestione del Piano di zona. Il comune capofila del Distretto sociosanitario 18, Paternò, continua a mostrare evidenti difficoltà gestionali non riuscendo a ottemperare a tutte gli adempimenti e inoltre dopo non aver accolto una richiesta di incontro chiesto da mesi dalla Uil, alla fine, ospitato dal sindaco di Belpasso, Daniele Motta, non si è presentato.

«Il problema non è recente, ma adesso non possiamo più restare a guardare perché perdiamo finanziamenti rilevanti e non offriamo ai cittadini servizi importanti – ha sottolineato il sindaco Motta, nel corso dell’incontro al quale ha partecipato, tra gli altri, Nino Caruso, assessore ai Servizi sociali del Comune di Ragalna, e Roberto Prestigiacomo della Uil – , che non sono mai stati attivati e non per colpa nostra. Il Comune capofila non può avere un comportamento di prevaricazione sugli altri e di inattività, per questo ci siamo decisi a chiedere alla Regione siciliana un autorevole intervento sostitutivo al fine di risolvere questo stato di immobilismo nel quale il distretto è relegato e in cui i Comuni di Belpasso e Ragalna loro malgrado si trovano coinvolti».

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