Guia è “sciara”, è “fuoco dell’Etna”: «pietra nera: innocua, ferma, dolente, malinconica e nostalgica»

Presentata al castello normanno di Motta Sant’Anastasia la prima opera letteraria dell’attrice Guia Jelo: “Donna Giudizia – jelodicoaguia”, Algra Editore. Il libro è un originale risveglio della rubrica “La posta del cuore” di “Donna Letizia” (pseudonimo di Colette Rosselli), la quale, negli anni ’60/’70, fu al centro dell’attenzione delle lettrici medio-colte, in particolare dell’alto ceto borghese che vide in lei una moderna precettrice del “bon ton”.
Si tratta di una raccolta di lettere, tutte di donne, eccetto due di uomini, inviate a “jelodicoaguia”, rubrica di “Sicilia in Rosa”, magazine al femminile de “La Sicilia”.
Scrive Gianluca Reale, coordinatore di “Sicilia in “Rosa”, nella “Presentazione” al libro: «A lei non si chiede (soltanto) un consiglio saggio, a lei si chiede un consiglio appassionato, un’opinione che viene dal cuore, dalla pancia, dall’anima».

Ecco perché le risposte che Guia ha dato anche ai “casi” più strani, alle confessioni più o meno segrete e alle richiesta di aiuto sono sempre autentiche, originali, prive di preconcetti e fondate soprattutto su una convinzione: «L’amore viene prima di tutto. Prima dei calcoli, prima delle imposizioni, prima dei divieti, prima delle regole, prima delle dicriminazioni».
Fatti gli onori di casa dall’assessore alla cultura, Tommaso Distefano, che ha avuto parole lodevoli verso la serata culturale, il giornalista, e docente, Pino Pesce ha dialogato con l’autrice sul suo volumetto mettendo subito in risalto la «fluidità della prosa, infiorettata di parole e di modi di dire siciliani, anche arcaici». E parla di «scrittura rivoluzionaria», “magmatica” come bene sintetizza la prefatrice Maria Rosaria Gianni (capo redattore del Tg1 Cultura) paragonando la scrittrice alla «lava» che «sotto la superficie brucia di fuoco intenso»; paragone che fa ricordare a Pino Pesce, l’acqua ribollente sotto uno strato di ghiaccio» di cui parlò Kenneth Rexroth a proposito degli intellettuali della “Beat Generation”.

Poi, l’interlocutore evidenzia l’indole impetuoso e di “fuoco” della scrittrice, ma ne esalta il carattere affabile ed affettuoso tanto da superare anche i torti subiti; e trae esempio dalla dedica al libro rivolta ai suoi ex mariti. Guia, dice Pesce, tirando parole incise nel libro, è “sciara”, è “fuoco dell’Etna”: «pietra nera: innocua, ferma, dolente, malinconica e nostalgica».
Certamente un libro letto (l’estate appena trascorsa) sotto l’ombrellone, ma che sicuramente ha dato modo ai suoi tanti lettori di scoprire una Guia donna diversa da come la si conosceva, una donna «piena di mille insicurezze ancora alla ricerca di risposte» che continua ad evolversi, come lei stessa afferma, «rimanendo bambina».
Ma la serata non si è fermata alla presentazione del libro, guadagna anche una chicca artistica con il soave preludio canoro del soprano Margherita Aiello e il supporto musicale dei pianisti Maria Schillaci e Mario Guarnera, e con le letture di alcune pagine del libro, stupendamente interpretatte da Luisa Ippodrino, da Gabriele Vitale e dalla stessa Guia.

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