Primi segnali dalle 22:50 di ieri, poi il rientro a “livelli energetici medi”

Un’attività limitata ai crateri sommitali dell’Etna, è stata registrata nella serata di ieri dalle reti di reti di monitoraggio dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania. Dalle 22:50 (ora locale) si è “registrata una repentina variazione dei parametri monitorati con incremento dell’ampiezza del tremore vulcanico che ha raggiunto il valore massimo alle ore 23:26, attestandosi su valori alti” (fonte INGV-OE). Nel prosieguo della notte, l’attività è andata viva via scemando.

Questo il comunicato dell’INGV-OE delle 8:34: «L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dopo l’aumento temporaneo dell’ampiezza del tremore si osserva il rientro del segnale a livelli energetici medi. Nel corso della notte, inoltre, le immagini della rete di telecamere di sorveglianza hanno permesso di osservare una diminuzione dell’intensità e della frequenza dei bagliori in corrispondenza del cosiddetto “cono della sella” del Nuovo Cratere di Sud Est, ascrivibili ad una attività stromboliana intracraterica. Allo stesso modo, si è attenuata l’anomalia termica ad essa associata. Permane un vigoroso degassamento dal Nuovo Cratere di Sud Est.
Prosegue, infine, l’attività stromboliana al cratere Voragine, iniziata nel settembre 2019». (Foto tratta da Video Sorveglianza Vulcanica Etna INGV-OE)

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