Il video della BBC che immortale il momento dell’esplosione sull’Etna provocata dallo “scontro” fra lava e neve

Un’esplosione freatica, causata dal contatto fra il magma e la neve, si è verificata oggi intorno alle 12:45 nel versante sud dell’Etna (Rifugio Sapienza) nella zona del Belvedere a 2.700 metri d’altitudine – nei pressi del bordo della Valle del Bove – teatro dell’attuale eruzione. Colpiti dal materiale lavico proiettato a distanza dall’esplosione, giunto a centinaia di metri, turisti in visita nell’area sommitale, addetti ai lavori e personale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania che stava effettuando sopralluoghi nei pressi del fronte lavico. Dieci i feriti (fra cui turisti inglesi e personale di una troupe della BBC) colpiti dai lapilli soprattutto alla testa: per sei persone è stato necessario il ricovero in strutture ospedaliere di Catania (“Garibaldi”, “Vittorio Emanuele” e “Cannizzaro”) e Acireale (“Santa Venera”). Sul posto sono intervenuti gli uomini del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di stanza a Nicolosi, la Polizia di Stato, il Corpo Forestale della Regione Siciliana ed il personale del 118. I feriti sono stati trasportati dapprima al Rifugio Sapienza e poi da lì nei quattro nosocomi. Nessuna delle persone coinvolte è in pericolo di vita.

Due persone sono state trasportate in ospedale mediante l’elisoccorso atterrato sull’elipista del sito turistico. Quattro feriti sono stati ricoverati presso il Trauma Center del “Cannizzaro”: si tratta di tre tedeschi (un uomo di 60 anni e due donne di 56 e 58, una di esse ha una frattura al gomito) e di un ragazzo di Zafferana che ha riportato un trauma cranico. Un’altra coppia tedesca ha raggiunto l’ospedale con mezzi propri. I referti medici parlano di escoriazioni su varie parti del corpo per le persone colpite dai materiali vulcanici.
Dopo l’esplosione e le richieste di soccorso, diverse ambulanze si sono dirette a sirene spiegate dai centri pedemontani (Nicolosi, Mascalucia, Pedara) al Rifugio Sapienza, facendo salire l’agitazione fra i residenti nei diversi comuni, alimentata anche dal tam tam incontrollato di notizie.
Fra le persone presenti nel luogo dell’esplosione anche il vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania, Boris Behncke, anche lui lievemente colpito da un brandello. Behncke così scrive sul suo profilo Facebook:
«Violenta esplosione al contatto fra lava e neve sull’Etna circa un’ora fa. Alcuni feriti, io stesso ho ricevuto una piccola ferita in testa però sto assai bene e mi sto calando una meritata birra!»

L’esplosione freatica si verifica quando il magma riscalda la terra provocando l’evaporazione quasi istantanea dell’acqua, con conseguente esplosione di vapore, acqua, cenere, roccia.
Il vulcanologo dell’Ingv di Catania, Marco Neri, ha dichiarato all’Ansa: «Sull’Etna c’erano diversi nostri colleghi impegnati in osservazioni e visure. Queste purtroppo sono cose che possono anche succedere. Il fronte della colata lavica si deve osservare da vicino soprattutto quando scende più in basso, per tenere informata la Protezione civile, che se lo ritiene opportuno, può fermare il flusso turistico. Adesso al colata ha raggiunto quota 2700 e poco più sotto, a quota 2500, c’è la funivia».
L’eruzione, intanto, prosegue con le esplosioni dal Nuovo Cratere di Sud-Est. Presenti due colate laviche, l’ultima formatasi ieri sera da una bocca effusiva che si è aperta alla base del Sud-Est e che si dirige verso la Valle del Bove.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha diramato il seguente comunicato stampa:
Durante l’eruzione in corso da ieri mattina, alle ore 12:43 (ora locale) di oggi, 16 marzo, si è verificata un’esplosione freato-magmatica  in località Belvedere (bordo occidentale della Valle del Bove), a circa 2700 metri di quota sul mare. L’esplosione è avvenuta in corrispondenza del fronte della colata di lava che emerge da una bocca posta alla base del Nuovo Cratere di Sud-Est, a circa 3.200 metri di quota sul mare. Attualmente la lava avanza con una temperatura superiore ai 1000 gradi centigradi in una zona ricoperta di neve. La neve, al contatto con la lava, tende a sciogliersi, formando delle pozze d’acqua che possono venire ricoperte dalla lava in avanzamento. In quel caso, l’acqua sotto la colata lavica tende a vaporizzare e può causare esplosioni freato-magmatiche come quella avvenuta oggi. Nel fenomeno esplosivo è stato coinvolto anche un vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo (INGV-OE), Boris Behncke, che ha riportato lievi escoriazioni. Il personale INGV-OE continua a monitorare con costanza l’evoluzione dei fenomeni.

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