Il fenomeno sembrerebbe essere legato alle dinamiche del sistema di alimentazione profondo dell’Etna

Il sito Ingv vulcani, ha voluto porre l’attenzione negli scorsi giorni sul fenomeno dei vulcani di fango che sorgono ai piedi dellEtna, attraverso un articolo di approfondimento. Un fenomeno tangibile che spesso cela dietro curiosità e mistero. Diversi sono i siti di interesse, con emissione fangosa, a livello nazionale, anche se il più attivo e studiato rimane quello ai piedi del vulcano più alto d’Europa, in territorio di Paternò. Qui, l’emissione di acqua, fango e gas si trova a pochi passi dal centro abitato e prende il nome di “Salinelle”. Un nome, che così come spiega l’Ingv, deriva dal fatto che le emissioni di fango sono ad alto livello di salinità e che principalmente in estate danno vita ad una coltre biancastra attorno alle bocche eruttive.

Alle più famose “salinelle” del sito dei Cappuccini – che sorgono nei pressi dello stadio – si affiancano anche altri due siti forse meno conosciuti, quali le “Salinelle del Fiume” che sorgono nei pressi del Simeto e quelle di “San Biagio” o del “Vallone Salato”, dette anche di Belpasso, ad est di Paternò. La maggiore attività fangosa, si registra comunque nelle salinelle dei Cappuccini, mentre in quelle del fiume seppur l’attività sia simile alla prima, l’intesità è nettamente minore, con emissioni di fango rare. Differenti invece quelle di San Biagio dove le emissioni fluide sono costituite quasi esclusivamente da fanghi ad alta densità, oltre che ai gas, e la loro temperatura è anche in questo caso prossima a quella dell’ambiente.

Un interesse sin dalle prime colonizzazioni di Paternò, nei confronti delle emissioni di fango, che venivano utilizzate per scopi terapeutici e di cosmesi. Lo stesso INGV effettua ormai da tempo un monitoraggio sistematico delle emissioni fluide delle Salinelle, soprattutto quelle dei Cappuccini. Le variazioni temporali della composizione chimica ed isotopica dei gas magmatici, unite a quelle della temperatura di emissione delle acque e dei fanghi, sembrano legate alle dinamiche del sistema di alimentazione profondo dell’Etna, fornendo ai vulcanologi un utile elemento di comprensione del comportamento di lungo periodo di questo vulcano. Infine, la bellezza paesaggistica e l’interesse scientifico, naturalistico e storico delle Salinelle ne hanno decretato recentemente il riconoscimento come Geositi di tipo vulcanologico di rilevanza mondiale da parte della Regione Sicilia. E’ questo un motivo in più per considerare questo fenomeno come una delle meraviglie naturali del nostro Paese e non come del banale fango.

Fonte: Ingv vulcani.
Foto: Salvatore Giammanco

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