Il tour del degrado tra pannelli divelti, scale mobili guaste e carrozze abbandonate

Più che una Mertropolitana avveniristica, che dovrebbe rilanciare il trasporto interurbano pedemontano ai livelli delle principali capitali europee, quello che un pendolare della storica “littorina” della Ferrovia Circumetnea segnala alla nostra testata giornalistica è molto più vicino alle fatiscenti stazioni della più mistica e lontana India. La segnalazione giunge da Biancavilla e, in particolare, riguarda lo stato di degrado della stazione “Biancavilla centro” pesantemente vandalizzata ed abbandonata al suo elevato degrado. Quello che dovrebbe essere un fiore all’occhiello per il trasporto metropolitano diventa con frequenza luogo di devasto e incuria. Appena si fa accesso nell’underground biancavillese, basta alzare gli occhi per notare diverse parti di soffitto crollate con le plafoniere dei neon pericolosamente penzolanti con tanto di fili elettrici alla portata di tutti. Per non parlare poi dei tornelli installati, ma mai attivati, nonché la totale assenza di macchinette erogatrici di validi titoli di viaggio. Anche il sistema antincendio è totalmente vandalizzato con l’idrante a muro inutilizzabile per la mancanza della manichetta e il pulsante di attivazione dell’allarme antincendio distrutto. All’interno della stazione “centro” si registrano anche diverse infiltrazioni di acqua piovana che scorre lungo i muri.

Continuando il tour della distruzione, poco cambia nella stazione di “Biancavilla Poggio Rosso”, dove ad attirare subito l’attenzione dei viaggiatori è la macchinetta erogatrice di titoli di viaggio – o meglio ciò che ne rimane – ridotta al solo scheletro esterno. “Azioni realizzate con il contributo della comunità europea” si legge in una targa in metallo incollata poco distante, che fa da contrappasso ad un degrado tipicamente made in Sicily. Anche qui è presente – o forse assente – l’immancabile idrante a muro sprovvisto di manichetta da impiegare in caso di incendio. Sullo sfondo, alle spalle della stazione, un vero e proprio paesaggio spettrale, con diverse carrozze ferroviarie abbandonate su un binario morto realizzato da ciò che rimane del vecchio tratto di superfice dell’Fce, che rimanda la mente al più famoso cimitero dei treni di Uyuni del deserto di sale della Bolivia, al confine con il Cile. Ma in questo caso, a differenza di quello biancavillese, il quel cimitero ferroso della Bolivia rappresenta una vera e propria attrattiva turistica.

Situazione di minore degrado quella registrata alla fermata “Biancavilla Colombo”, dove a creare disagio sono le scale mobili ferme probabilmente per un guasto. Un disagio che si ripercuote soprattutto sulle persone anziane che si vedono costrette a dover usufruire delle scale tradizionali, che diventano faticose soprattutto in salita. Anche in questa stazione, sono totalmente assenti le macchinette erogatrici dei titoli di viaggio, il pulsante di attivazione dell’allarme antincendio risulta essere assente perché probabilmente vandalizzato da qualcuno e alcune plafoniere dei neon staccate dal soffitto.

Una situazione di degrado, quella raccolta durante questo ennesimo “tour della vergogna” che dovrebbe portare l’Fce prima ad un recupero delle situazioni di degrado segnalate dai viaggiatori e poi a pensati sanzioni verso chi commette eventualmente questi atti vandalici. Le stazioni sono tutte dotate di un valido sistema di videosorveglianza che permette di seguire il passeggero in ogni movimento dalle aree esterne fino alle zone sotterranee. Escludendo che quelle telecamere possano essere guaste, il sistema di videosorveglianza potrebbe fornire un valido elemento di indagine per le forze dell’ordine che potrebbero rapidamente identificare chi piuttosto che tutelare un bene comune, lo distrugge.

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