Un evento, organizzato da Ente Scuola Edile Catania, per riflettere sulle cause dell’aumento delle morti sul lavoro in Sicilia e cercare di arginare il fenomeno

Sempre attuale è, purtroppo, nella nostra isola la questione “morti bianche”. Morire sul posto di lavoro è una fatalità che si registra con sempre più frequenza: nel solo 2016, non ancora concluso, sono stati 26 i casi accertati di morti bianche in Sicilia, un fenomeno che non accenna a fermarsi e che affonda le proprie radici nella mancata applicazione delle norme di sicurezza sul posto di lavoro e nella gestione spesso illegale dei cantieri.
Questi e molti altri gli aspetti di cui si è discusso durante la tavola rotonda “Legalità e sicurezza quali fattori dello sviluppo nella città metropolitana di Catania” che ha aperto lunedì scorso a Catania la “Settimana europea della sicurezza”, organizzata dall’Ente Scuola Edile, che si concluderà domani.

 

Un settore, quello edile, in profonda recessione, così come sottolineato dal presidente dell’Esec e dell’Ance Catania Giuseppe Piana: rispetto al 2015 si registra oggi una riduzione di oltre il 60% dei bandi pubblicati per il settore edilizio, dato a cui si affiancano gli aspetti drammatici legati alla mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro. «Per invertire la tendenza – ha commentato il segretario nazionale Filca Cisl Salvatore Scelfoe ribaltare questi numeri, è importante porre le condizioni affinché tutti gli attori protagonisti della filiera, sia pubblici che privati, possano garantire l’applicazione delle norme sulla sicurezza e operare in un contesto di legalità».

La riflessione del presidente della Commissione regionale Antimafia Nello Musumeci si è soffermata sulla legalità nella gestione dei cantieri: «Le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici pregiudicano la sicurezza dei lavoratori e la qualità finale dell’opera. È importante focalizzare l’attenzione anche sul quel cosiddetto “ceto burocratico” per poter eliminare il fenomeno corruttivo nel settore e sviluppare un’impermeabilità alle irregolarità». Nel corso della tavola rotonda si è fatta luce sugli aspetti legati al lavoro nero e alla legalità anche grazie ai contributi di Antonio Nicastro, sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa, Giuseppe Giammanco, direttore Asp Catania, Giovanni Spampinato, dirigente servizio Sicilia Sud-orientale Dipartimento Regionale di Protezione Civile, Giuseppe Verme, comandante Vigili del Fuoco di Catania, Francesco D’Amico, vice direttore generale e Accountable Manager Sac e Domenico Amich, Capo ispettorato del Lavoro di Catania.

In conclusione il presidente dell’Esec e dell’Ance Catania Giuseppe Piana ha lanciato un invito chiaro alle istituzioni, sollecitando l’attuazione di politiche che favoriscano l’adeguamento antisismico degli edifici: «Vogliamo lavorare in rete e incontrare tutti i principali interlocutori del settore con una cadenza regolare, per poter condividere criticità presenti e soluzioni da mettere in campo per il futuro di questa terra».

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