Guardia di Finanza. Corruzione: coinvolgimento del gruppo Morosoli e del sindaco di Bronte

Sotto la lente di ingrandimento delle Fiamme Gialle l’affidamento degli impianti di risalita sull’Etna e la gestione di un impianto di produzione di energia

Su delega della Procura della Repubblica di Catania, i Finanzieri del Comando Provinciale etneo, nell’ambito di una vasta e complessa attività di indagine, hanno eseguito un’ordinanza emessa dal GIP con la quale veniva disposta l’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di Francesco Francesco, dirigente dell’area tecnica del Comune di
Linguaglossa, Francesco Russo Morosoli, rappresentante legale della Russo Morosoli Invest Spa, Agatino Simone Lo Grasso e Salvatore Di Franco entrambi dirigenti della predetta impresa. Le ipotesi di reato contestate sono turbata libertà degli incanti (art.353 c.p.), corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio (art.319 c.p.) correlati a gare pubbliche, indette per l’affidamento del servizio di trasposto a fini turistici sul versante Nord dell’Etna (pista rotabile di Piano Provenzana) negli anni 2016, 2017 e 2018 e per l’affidamento in concessione di un immobile di proprietà del Comune di Linguaglossa in località Monte Conca, avvenuto nell’anno 2018. Inoltre, a carico del solo Francesco Augusto Russo Morosoli viene contestato il delitto di estorsione (art.629 c.p.) ai danni di dipendenti dell’emittente televisiva Ultima Tv e di sottrazione fraudolenta di beni al pagamento delle imposte (art. 11dlgs. 74/00).

Nell’operazione odierna, viene coinvolto anche il sindaco del Comune di Bronte, Graziano Calanna, che finisce ai domiciliari. A lui viene attribuita l’ipotesi di reato di istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.), in relazione alla richiesta di utilità corruttive indebite per procedere di affidamento ad un’impresa privata della gestione della manutenzione e sfruttamento dell’energia elettrica prodotta dall’acquedotto comunale di Bronte. Il provvedimento cautelare ha altresì disposto l’applicazione della misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici nei confronti di Orazio Di Stefano, funzionario dell’Ente Parco dell’Etna, per il delitto di corruzione connesso alla rivelazione di segreti del proprio ufficio, e nei confronti di Alessandro Galante, appartenente alla Polizia di Stato, per concorso nel reato di turbata libertà degli incanti connesso all’immobile di Monte Conca.

Le attività investigative condotte dai Finanzieri della Compagnia di Riposto, caratterizzate dall’esecuzione di intercettazioni telefoniche, ambientali e video, pedinamenti e appostamenti nonché dall’analisi di copiosa documentazione acquisita presso gli enti locali coinvolti, hanno reso possibile far luce su una sistematica indebita interferenza nel regolare svolgimento delle procedure di gara ad evidenza pubblica gestite dal Comune di Linguaglossa negli anni 2016, 2017 e 2018 e di rapporti privilegiati tra il gruppo Russo Morosoli e il funzionario Francesco Barone, nonché sulla promessa e/o dazione di utilità in favore di pubblici ufficiali, Barone e Di Stefano, nel quadro di un contesto caratterizzato da una gestione monopolistica del settore da oltre 20 anni delle escursioni nei versanti Nord e Sud dell’Etna da parte delle aziende riconducibili a Russo Morosoli, Star Srl e Funivia dell’Etna S.p.a. (oggi Russo Morosoli Invest Spa).

Nel corso delle indagini, è altresì emerso, come già accennato, che il Sindaco di Bronte, Graziano Calanna, chiedeva ad un’azienda interessata all’affidamento della gestione della manutenzione e sfruttamento dell’energia elettrica prodotta dall’acquedotto comunale di Bronte, di prevedere nel piano dei pagamenti di spesa da far approvare al Comune un aumento del valore di 20.000 euro del costo del collaudo, al fine di ottenere illecitamente per sé la predetta somma. Tale disegno criminoso non si concretizzava in una dazione di utilità corruttiva in quanto
l’imprenditore contattato non dava seguito alla richiesta indebita. Sempre grazie alle attività tecniche emergeva che la società Russo Morosoli Spa, al fine di evitare il pignoramento di somme dovute per debiti tributari pregressi e già accertati dall’Amministrazione Finanziaria, ha compiuto operazioni distrattive di liquidità per un importo di 690.000 euro, così realizzando la condotta di sottrazione fraudolenta al pagamento dell’imposte previsto dall’art. 11
D.Lgs. 74/2000.

Il Giudice per le Indagini preliminari, in relazione a tale ultima fattispecie, su richiesta della Procura, ha altresì disposto con l’odierno provvedimento cautelare, nei confronti della Russo Morosoli Invest Spa e del legale rappresentante Francesco Augusto Russo Morosoli, il sequestro preventivo in via diretta e per equivalente di beni e valori per euro 690.000 nonché il sequestro delle azioni della società, al fine di impedire la reiterazione dei reati ravvisati, con contestuale nomina di un amministratore giudiziario. È in corso l’esecuzione del citato sequestro e di perquisizioni domiciliari nei confronti di 18 persone indagate, finalizzate all’accertamento di ulteriori episodi illeciti emersi nel corso delle indagini, le cui posizioni sono attualmente al vaglio della Procura della Repubblica.

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