L’opera, presentata alla Biblioteca di Paternò, anticipa i festeggiamenti del ventennale di SiciliAntica. L’autore racconta la sacralità dell’acqua nel mondo antico schiudendo la speranza di un maggior rispetto di questo essenziale elemento

Racchiude quello che è lo spirito di SiciliAntica, l’ultimo e prezioso lavoro di Mimmo ChisariIl culto dell’acqua nella Sicilia antica”, l’anelito al recupero storico, alla valorizzazione di luoghi e itinerari che consolidano le radici, ma anche la promozione della ricerca scientifica e la tutela del patrimonio culturale e naturalistico. Il libro è stato presentato, con ampio successo di pubblico, sabato scorso 10 dicembre all’interno della Biblioteca comunale “G. B. Nicolosi” di Paternò. Un viaggio, ritornando agli albori della civiltà, partendo dal Neolitico per spiegare l’importanza dell’acqua nella storia e nel territorio isolano, anche per influsso delle varie dominazioni. Quest’anno SiciliAntica celebra il suo ventennale, così la presentazione del libro del presidente della sezione di Paternò, diventa un’anticipazione dei prossimi festeggiamenti.
Quella che è stata definita (nella prefazione) da Pippo Virgillito, consigliere regionale di SiciliAntica, una fragolina «su una torta in preparazione» alla festa del ventennale, la pubblicazione di quest’ultimo lavoro di Chisari, sembra svelare quasi una sorta di lavoro corale, limitatamente alle collaborazioni: per le foto di Giuseppe Barbagiovanni, per il progetto grafico di Emidio Sarpietro, per la consulenza numismatica e di documentazione fotografica di Orazio La Delfa e per la copertina di Giulio Doria.

Vent’anni, d’altra parte, di scavi, di scoperte, di promozione, di un impegno riconosciuto e sostenuto dalla Soprintendenza. Un’attività che ha ridonato alla città documentazioni e reperti dimenticati, tali da conferirle un’identità storica sempre più salda, ottenuta anche dall’opera del gruppo di ricerca archeologia e storica di SiciliAntica Paternò.
Chisari, ancora una volta, regala agli appassionati di storia antica e mitologica uno spaccato di Sicilia poco conosciuto, e mette in evidenza come l’acqua una volta ritenuta sacra, adesso venga invece inquinata e sprecata. Pregna di simbologie l’acqua è in ogni caso l’emblema della vita, una valore percepito sin dai primordi dell’umanità.

«L’acqua ha tutte le caratteristiche del sacro, dove convivono gli opposti: la purezza e la fertilità, la morte e la distruzione, la memoria e l’oblio. Nell’acqua si distinguono due principi antitetici: il maschile e il femminile, le acque in movimento che scendono dal cielo a penetrare nel grembo della terra, e quelle che sgorgano, limpide, dalle sorgenti a portare la fertilità a tutto il territorio circostante o che ristagnano, immote, in luoghi paludosi e mefitici dove, secondo il folklore popolare, abitano streghe e nefaste divinità».
Dai nessi simbolici, epocali e legati alle civiltà si snoda una narrazione opulenta di riferimenti. In concomitanza con l’avvio dell’economia produttiva dell’Età della pietra l’acqua diventa oggetto di culto: il rigoglio dei campi veniva letto come l’intervento di una mano divina. Vasi preistorici ritrovati in alcune grotte consoliderebbero la teoria della sacralità dell’acqua e l’esistenza di riti di tipo agrario e ctonio. Più avanti saranno le monete a testimoniare l’importanza dell’acqua nelle società antiche, anche i miti greci svelano questo l’intensità del rapporto vita-acqua.

I miti intesi non come semplici racconti leggendari bensì, degli archetipi dei comportamenti umani che hanno un significato universale, equivalendo all’odierna psicologia del profondo. La paura dell’ignoto, la volontà di dominare le forze oscure si traducono in riti propiziatori incardinati sull’acqua. Così molti santuari nascevano nei pressi di sorgenti o fiumi; i romani festeggiavano il dio Fontus. «Il potere dell’acqua, con l’avvento del cristianesimo, passerà, poi, da un ambito magico-terapeutico a quello religioso e miracoloso». Il lavoro di Chisari è certo encomiabile, tuttavia l’impressione, rispetto alla sua consueta capacità di approfondimento, è che molti aspetti sia sul carattere mitologico, che sul legame con le acque stagnanti come le Maccalube e le Salinelle o l’argomento dei fiumi forse meritava maggiore spazio, probabilmente sarà nelle intenzione dell’autore un lavoro successivo che sviluppi gli interessantissimi temi annunciati.

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