“L’avvocato” nel ricordo di Melina Longo che gli fu vicina dapprima come dipendente e poi come sostenitrice del suo progetto politico

Un duro dal cuore buono. Mi va di ricordare l’avvocato Francesco Petralia in questa maniera. Ho avuto modo di conoscere la figura di Petralia durante il suo mandato da vicesindaco con l’amministrazione Rasà e ancora maggiormente durante la sua attività da primo cittadino di Santa Maria di Licodia, quando – ai tempi ancora dipendente del Comune – fui chiamata ad affiancarlo come amministrativo nelle attività della sua segreteria particolare. Un ruolo che quotidianamente mi portò a scoprire come dietro quei modi impulsivi, si celava una persona che nutriva un grande amore per il proprio paese. Abbiamo vissuto e condiviso tantissime battaglie supportandolo amministrativamente anche per l’ottenimento dell’apertura della Farmacia comunale, da lui fortemente voluta e che, forse, segnò l’inizio della sua fine politica.

Non ci ho pensato due volte a volerlo sostenere anche politicamente, candidandomi al suo fianco durante le amministrative del 2012 come candidata al consiglio comunale.  Un uomo che la sua esperienza professionale lo aveva portato a girare tutto il mondo e a lasciare traccia di sé ovunque. Ricordo la gioia che aveva nel raccontare forse l’opera a lui più cara, ovvero la costruzione di una scuola a sue spese da realizzare in Camerun. Le attività che ha realizzato per la sua amata Licodia sono state veramente tante. Il dono dell’ambulanza alla Misericordia, utilizzata ancora oggi per i servizi ai cittadini, la stabilizzazione degli Lsu, l’acquisto di due nuovi scuolabus e tanto altro ancora realizzato nel silenzio e nell’anonimato. Un Sindaco che versò realmente il suo compenso in un fondo da destinare ai più bisognosi e realizzò una borsa di studio per gli studenti della scuola primaria del paese, intitolata alla madre.

Ricordo la sua grande sofferenza e delusione quando gli fu votata la sfiducia, soprattutto da coloro che fino alla mattina lo avevano rassicurato sul voto contrario ma che, per qualche motivo ancora oggi oscuro, risultarono poche ore dopo dei voltagabbana, bloccando drasticamente il prosieguo della sua attività amministrativa che stava iniziando a dare diversi risultati. Poi la gioia della vittoria al Tar ma la nuova delusione del ricorso al Cga. Ci sentivamo spesso al telefono e, l’ultima volta, fu qualche giorno prima della sua morte.

Era un fiume in piena di idee e sarebbe dovuto tornare a Licodia nelle prossime settimane per porre le prime basi ad un nuovo progetto: l’apertura di una nuova filiale di credito. Nonostante non vivesse a Licodia, finita la sua attività da primo cittadino, il suo più grande pensiero erano i bisognosi del paese, che aiutava sempre ed indistintamente. In questi giorni avrebbe dovuto incontrare alcune famiglie bisognose licodiesi per una consulenza legale gratuita finalizzata alla risoluzione di controversie legate alla messa in mora di alcuni cittadini. Oggi l’arrivederci ad un un giovane 84 enne che in molti stentarono a capire ma che in tanti gli furono amici, per il quale non basterebbero parole che possano rendere merito alle tante opere da lui realizzate e per descrivere lo spessore della persona che è stata.

Melina Longo

 

 

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