Anis Amri, insieme ad altri tunisini, diede alle fiamme i materassi provocando ingenti danni e picchiò il custode. Per questo ebbe una condanna a 4 anni

Anis Amri, ucciso stanotte davanti alla stazione di Sesto San Giovanni e sospettato di essere l’autore della strage di lunedì scorso al mercatino di Berlino, nel 2011 fu ospite per tre mesi dell’Istituto “Sava” di Belpasso e venne successivamente condannato perché ritenuto autore, insieme ad altre persone, dell’incendio alla stessa struttura.
Secondo quanto riportato dalla testata online, Amri giunse a Belpasso per ordine della Prefettura di Agrigento dopo essere sbarcato a Lampedusa, nelle cui acque venne recuperato  da una motovedetta italiana nel mese di aprile. Nei mesi successivi, insieme ad altri sei tunisini, venne ospitato nell’istituto fondato negli anni ’50 da Padre Giuseppe Vasta, parroco della chiesa di Santa Lucia, per accogliere gli orfani in condizioni indigenti.
Il 23 ottobre del 2011, Amri, insieme ad altri quattro connazionali, al culmine di un alterco con il custode – che venne picchiato selvaggiamente – incendiò alcuni materassi all’interno della struttura. Intervennero i Carabinieri che arrestarono tre di loro, fra cui Anis Amri, e ne denunciarono altri due (minorenni), per minacce aggravate, lesioni personali e incendio doloso, accuse che valsero ai tre una condanna a quattro anni di carcere inflitta dal gup del Tribunale di Catania. Le fiamme, domate dai Vigili del Fuoco, provocarono ingenti danni. Successivamente il terrorista tunisino venne rinchiuso in carcere a Catania e in seguito, ritrovata la libertà, lasciò la Sicilia.

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