Assemblea con sit-in nell’ex Pretura che si è poi spostata nella sede centrale di piazza Verga

Si è svolta stamattina dalle ore 11,00 alle 12,00 l’assemblea sit-in presso gli uffici di via Crispi (ex Pretura) del Tribunale di Catania, allestita dalla USB “Unione Sindacale di Base”, per protestare contro il guasto a tutti gli impianti di climatizzazione che costringe il personale giudiziario, i magistrati e gli  avvocati  a lavorare con temperature che superano i 35 gradi. Una nutrita rappresentanza del personale giudiziario ha occupato l’ingresso del tribunale. In seguito l’Assemblea si è spostata al Palazzo di Giustizia di Catania – piano terra – nell’Aula delle Adunanze dove sono intervenuti il Presidente del Tribunale dr Bruno Di Marco (anche in nome e per conto del Presidente della Corte di Appello di Catania Meliadò, fuori Catania per impegni istituzionali) e il Procuratore della Repubblica Carmelo Zuccaro.

 

L’intervento dei due autorevoli magistrati ha chiarito ai lavoratori le difficoltà di intervento immediato su un impianto obsoleto per il quale è stata già stanziata dal ministero della Giustizia una somma di circa 100,000 euro per la totale sostituzione dello stesso. In attesa del bando di gara per l’affidamento dei lavori non si è potuto fare altro che acquistare 100 ventilatori per un costo totale di circa 1500 euro, considerato che il limite di spesa per situazioni urgenti non può superare i 2000 euro.

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Certo non è una soluzione che soddisfa pienamente tutti gli operatori della giustizia ma allo stato era l’unica da attuare con immediatezza. Questa, in sintesi la conclusione dell’intervento dei due capi degli Uffici Giudiziari catanesi.
Il sindacato USB con il delegato Antonio Calcione si è impegnato a preparare un esposto, sottoscritto da tutti i lavoratori interessati, da trasmettere alla USL competente per territorio per segnalare i potenziali rischi per la salute dei lavoratori giudiziari e gli altri operatori della giustizia.

L’iniziativa ha lo scopo di velocizzare i lavori di sostituzione dell’impianto di climatizzazione facendo attribuire alla problematica in questione una procedura d’urgenza per i possibili rischi alla salute di tutti gli operatori della giustizia.
L’assemblea è continuata sull’altro punto all’ordine del giorno che trattava il diritto alla carriera del personale giudiziario, diritto negato da più di 30 anni dall’Amministrazione Giudiziaria l’unica a non rispettare i contratti vigenti sulle progressioni periodiche della carriera, periodicità che sul contratto è di due anni ma che di fatto viene sempre disattesa da Ministero della Giustizia.

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