Foto Lorenza e Vincenzo Iaconianni eFotoguru.it
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Secondo l’accusa gli indagati ottennero un appalto per il canile di San Giovanni Galermo senza avere i requisiti iniziali e proseguirono omettendo i controlli

Conferimento e mantenimento di cani randagi in due strutture gestite dall’associazione “Nova Entra” di Catania, il Gip di Catania, Gaetana Bernabò Distefano, ha disposto l’imputazione coatta per sei persone e archiviazione per altre undici. I reati contestati agli imputati sono di associazione a delinquere, truffa aggravata, maltrattamenti e abbandono di animali. Gli indagati che restano nell’inchiesta sono i veterinari Mario Bongiorno e Antonio Seminara, rispettivametne responsabile di “Nova Entra” e dirigente sanitario dell’associazione; e Rosario Puglisi, Carmelo Macrì e Carmelo Rubbino, dirigenti Asp del settore veterinario e Gaetano Bonanno, nel periodo dei fatti, funzionario comunale dell’ufficio antiabusivismo edilizio.

 

L’inchiesta era nata da un esposto anonimo del luglio del 2013 e portò inizialmente ad una serie d’indagini della polizia di Stato e successivamente a ulteriori accertamenti da parte dei carabinieri del Nas e di una task force del ministero della Sanità. In Procura fu poi presentata un altro esposto da “L’altra zampa”, sostenuta poi da Lav, Pae e Lega cane.
Per il Gup gli indagati ottennero un appalto per il canile di San Giovanni Galermo senza avere i requisiti iniziali e di proseguire omettendo i dovuti controlli, effettuando poi gli stessi senza rilevare gli inadempimenti comprovati dagli accessi di polizia, carabinieri del Nas e veterinari del ministero.

In un comunicato la Lav (Lega Antivivisezioni) esprime soddisfazione per il decisivo passo in avanti compiuto dall’inchiesta: «Si tratta di un risultato eccezionale – afferma Andrea Cristofori, responsabile Lav Area canili – in quanto durante l’udienza sono emerse con forza le pessime condizioni nelle quali si trovano i cani detenuti nei canili gestiti dalla Nova Entra, che appaiono presentare forti carenze dal punto di vista gestionale e strutturale, oltre che una generale mancanza di attenzione per il rispetto delle caratteristiche etologiche degli animali. Il Giudice ha riconosciuto la fondatezza delle nostre istanze e ha optato per l’imputazione coatta, data l’enorme mole di materiale probatorio a carico degli indagati.  Si ringrazia l’Avv. Castiglia per l’eccellente lavoro svolto».
La responsabile della Lav di Catania, Angelica Petrina, auspica che alla luce di quanto emerso dalle indagini, i Comuni si attengano alle normative vigenti in materia di randagismo e soprattutto in materia di gare per l’assegnazione di servizi per il randagismo. Angelica Petrina esprime altresì soddisfazione perché agli imputati sono stati contestati, tra gli altri, i reati di abbandono e di maltrattamento di animali. «Tale contestazione costituisce un precedente importante al quale fare riferimento per altri casi di canili sovraffollati, dove gli animali vivono in condizioni precarie e di sofferenza – aggiunge –. Non ci fermeremo con le denunce».

L’Avv. Pilar Castiglia, legale della LAV – che nel corso dell’Udienza in Camera di Consiglio davanti alla Gip, Gaetana Di Stefano Bernabò, ha trattato, tra gli altri aspetti, anche quello dell’associazione per delinquere, mettendo in evidenza la rete illecita sussistente tra alcuni funzionari del Comune di Catania, alcuni veterinari dell’Asp e l’associazione Nova Entra – esprime soddisfazione per la formulazione della contestazione così come formulata dalla Giudice e anticipa la costituzione di parte civile della LAV nell’imminente processo.
L’Avvocata Castiglia precisa: «Il risultato ottenuto è da considerarsi un grande risultato della LAV e delle altre associazioni opponenti, soprattutto alla luce del fatto che il procedimento rischiava l’archiviazione. La costituzione di parte civile della LAV non si limiterà a una costituzione solo formale, atteso che ci adopereremo attivamente nel processo per dimostrare la responsabilità degli imputati affinché questi vengano condannati».

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