La testimonianza di chi si è ammalato di coronavirus. Il nostro direttore Pietro Nicosia: «Mai provata, in precedenza, tanta stanchezza»

Anche io, come tanti italiani, ho avuto a fine ottobre la visita di un ospite indesiderato: il covid. Si è manifestato con una profonda stanchezza, al termine di una settimana faticosa: ho pensato che stavo semplicemente scaricando la tensione accumulata nei giorni precedenti. Ma a distanza di poche ore si sono manifestati, l’alterazione del gusto e dell’odore, la febbre, la tosse, i dolori in tutto il corpo, la cefalea trafittiva, i fastidi all’apparato respiratorio, i problemi intestinali, e tanti dei sintomi descritti dalla letteratura scientifica. Poi il primo tampone positivo, a cui ne è seguito un secondo, sempre positivo.

Quel che mi lascia dentro, adesso che sono guarito, è quel senso infinito di stanchezza (che continua a rimanere alla lontana, anche se in tono molto minore), come non avevo mai provato prima: da ciclista, nemmeno le scalate per i tornanti del’Etna me ne avevano lasciata tanta. Non è una semplice influenza come qualcuno, più o meno in buona fede, vuol far credere, è un virus potente e pericoloso. Proteggetevi con tre semplici gesti: mascherina, distanza, igiene. Non è un gran sacrificio, ma può salvarvi la vita.

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