Striscioni e catene: i 16 dipendenti rivendicano un futuro certo e, soprattutto, tre anni di arretrati

Protesta a oltranza dei sedici dipendenti, più quattordici precari, dell’Ipab Casa d’ospitalità Salvatore Bellia di Paternò da tre anni senza stipendio e, soprattutto, con un futuro nebuloso dopo il decreto di estinzione dello scorso 10 novembre firmato dal Presidente della Regione Rosario Crocetta. Tutti dovrebbero passare a carico del comune con una duplice incertezza: chi erogherà le 35 mensilità arretrate? E quale futuro per la struttura che ospita gli anziani? Ieri è iniziata una protesta davanti alla sede di via Gian Battista Nicolosi, con l’esposizione degli striscioni e delle catene simboliche ai polsi a significare: “ci incateniamo qui sin quando non ci ascolterete”.
La protesta è stata sospesa stamattina per il maltempo, ma già nel pomeriggio, Giove pluvio permettendo, riprenderà. E per oggi è previsto l’incontro fra i lavoratori ed il sindaco di Paternò, Mauro Mangano. Il primo cittadino, dopo il decreto con cui debiti e dipendenti passano a carico del comune, ha inviato una lettera alla Regione nella quale chiede un incontro tecnico per definire meglio il passaggio di consegne. Mangano ha annunciato il ricorso al Tribunale amministrativo contro il decreto, in particolare sul passaggio dei debiti. I lavoratori hanno anche ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti di comune, regione e Ipab per 8 mensilità e una tredicesima.

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