La fama abita nel centro dell’Universo, là dove il cielo si incontra con la terra e col mare

La mitologia classica, splendida sintesi della cosmogonia e della teogonia, della religione pagana e della sapienza, sintetizzò in un vasto numero di concetti, simboli ed immagini, suggestive e fantasiose personificazioni. Alcune di queste figure, ancora oggi, se lette con attenzione e col dovuto disincanto della mentalità dell’uomo del XXI secolo, presentano dei concetti sempre validi.

Anche “quel che si dice” ha creato un personaggio: la fama. La fama abita nel centro dell’Universo, là dove il cielo si incontra con la terra e col mare; su, in alto da dove si vede tutto ciò che accade nel mondo e dove si arriva da innumerevoli strade. La casa è costruita completamente in bronzo, vibra ad ogni parola e rimbombando ne altera il significato; attraverso mille porte, aperte giorno e notte, come da orecchie attente viene ascoltato tutto ciò che si dice nell’Universo; nell’atrio si affollano persone e persone, sono le notizie false che si mescolano alle vere, vanno qua e là e si raccontano centinaia di avvenimenti e ognuna aggiunge un suo particolare che l’altra non conosce. Benché non si sentano grida o rumori, non c’è un angolo silenzioso e tranquillo: dovunque un mormorio sordo, simile al brontolio del mare lontano o di un lontano tuono.
Con grandi ali la fama vola dalla sua casa alla terra, riferisce quanto ha saputo e subito, per sapere ancora, per raccogliere altre notizie, torna nella sua casa di bronzo dove sono ospiti fissi la credulità e il cospetto, la paura, il subdolo mormorio, la falsa gioia e la sedizione sempre pronta a scatenarsi.

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