Solo dopo lo sciopero della fame sembra sbloccarsi la querelle fra Acireale ed Acicatena innescata da impedimenti burocratici sulle competenze

Un paradosso di enormi proporzioni, la vicenda che riguarda il fisico nucleare catanese Fulvio Frisone, cervello di casa nostra, ricercatore presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Catania, affetto da tetraparesi spastica distonica sin dalla nascita, al quale è assicurato un progetto di intervento personale (per la disabilità e per l’attività di ricerca). È la Legge regionale a prevedere uno stanziamento (160 mila euro annui per l’assistenza 24 ore al giorno) ridottosi sotto i governi Lombardo e Crocetta sino a 114 mila euro (e 16 ore) nel 2017. Una cifra non sufficiente per le necessità di assistenza richieste dal ricercatore.

E come se non bastasse, l’assegno non è stato ancora erogato, a causa di una querelle sulle competenze fra Acireale ed Acicatena. Solo uno sciopero della fame, interrotto da qualche giorno, e una conferenza stampa condotta insieme al giornalista Pino Pesce e all’avvocato Claudia Barcellona, sembrano sbloccare la vicenda. Ma adesso la battaglia prosegue per l’ottenimento dell’intero importo garantito inizialmente dalla Regione. Per la cronaca, Frisone, a causa di questa situazione, ha dovuto rinunciare a 17 convegni internazionali. Nell’incontro con i giornalisti, Frisone ha detto che è costretto a gravare sulla madre, pensionata di 87 anni, e a spendere l’intero suo stipendio di ricercatore.

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