Fratelli d’Italia raccoglie le firme mentre in molti sono pronti alle barricate. Sulla questione prendono posizione gli ultimi tre sindaci: Failla, Mangano e Naso

Ancora non c’è nulla di ufficiale, eppure tutti sono all’erta. Tutti pronti a fare le “barricate”. A Paternò, alla notizia dell’arrivo di cinquantadue migranti si è scatenato il panico. Ognuno, dei tanti contrari, a suo modo ha voluto esprime un secco diniego. Sì, sono in molti, a non volere che giungano immigrati di qualsivoglia nazionalità, in territorio paternese. Le notizie frammentarie, l’ambiguità attorno alla questione, hanno contribuito a creare un clima di intolleranza. Basta dare un’occhiata, neanche molto approfondita ai social, dove si evince quest’avversione verso lo straniero paragonabile, a tratti, ad una medievale caccia alle streghe.

Il sindaco Nino Naso se in un primo momento si era detto pronto anch’egli alle “barricate” ad Yvii 24 ha asserito che il problema fondamentale è l’impreparazione della città all’accoglienza in questo momento. Partendo dal fatto che ancora non c’è nulla di ufficiale ha spiegato il motivo per cui la città non è pronta: «Non c’è niente di ufficiale. Ancora si è in una fase di osservazione, di vaglio dell’opportunità di far giungere migranti a Paternò, da parte della Prefettura. In questo momento facciamo fatica a gestire l’ordinario quindi è difficile pensare ad una situazione di accoglienza e assistenza ad altre persone. Il pericolo che intravedo io, qualora dovessero giungere, in queste condizioni e in questo momento, è anche verso i migranti stessi, non perché loro rappresentino un pericolo, ma il dissenso c’è».

Se ancora manca l’ufficialità e, la Prefettura di Catania sta sondando le condizioni di ospitalità che la città può offrire, all’interessamento di una cooperativa sociale e all’individuazione di un alloggio privato accanto ad una scuola il malumore rispetto a questa problematica ha raggiunto l’acme, con petizioni e progettazione di rimostranze fino alle celebri “barricate” invocate anche dal primo cittadino Naso: «A due metri da una scuola dell’infanzia, no. Sono contrario! Ancora ripeto manca l’ufficialità, a Paternò ci sono tutta una serie di criticità che vanno affrontate prima. Non è una questione di razzismo. Non sono contro gli immigrati, temo solo che la città non sia pronta». Pare fosse stato individuato un edificio vicino ad una scuola dell’infanzia in zona Trappetazzo, da qui le polemiche.
Il sindaco Naso si riferisce alla gestione vera e propria, all’organizzazione, per via delle varie problematiche cittadine, una su tutte: l’ente municipale ha un organico carente di agenti di polizia.

Sulla questione è stato tirato in ballo anche l’ex primo cittadino Mauro Mangano, il quale in lungo comunicato ha spiegato la sua posizione: «[…]Da uomo e da cristiano credo che le barricate sono una scemenza… Credo che Paternò abbia dimostrato abbondantemente, negli ultimi dieci anni, che il problema non è l’accoglienza o la presenza di alcune decine di immigrati, ma le condizioni socio-economiche della città intera». Poi Mangano rivendica l’esperienza positiva della “Bisaccia del pellegrino” che «[…] da anni ormai, sfama indifferentemente stranieri e paternesi».
Malgrado ciò, la città sembra non essere pronta soprattutto per l’atmosfera di diffidenza generale che si è determinata. Sabato e domenica scorsi, un gazebo dei “Fratelli d’Italia” con l’ex sindaco Pippo Failla, tra i promotori dell’iniziativa, ha stazionato di fronte la chiesa di “San Francesco all’Annunziata”, là sono state raccolte ben 700 firme per impedire che gli immigrati irregolari giungano a Paternò, i manifesti portavano la dicitura: “Fermiamo l’invasione”.

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