Un momento della presentazione - Foto Paola Garofalo
Un momento della presentazione – Foto Paola Garofalo

Il tour di Sergio Mangiameli nei centri etnei per la presentazione del suo romanzo ambientato sul vulcano, fa tappa nel dongione normanno di Motta

Nuova presentazione per “Come la terra”, il fascinoso romanzo di Sergio Mangiameli che, in quello che può ormai essere considerato un vero e proprio appassionante tour, è approdato nello storico, estremamente suggestivo, Castello normanno di Motta Sant’Anastasia. “Come la terra”, grande storia d’amore tra Andrea e Monica e altrettanto grande e definitiva dichiarazione d’amore dell’autore Sergio Mangiameli per la “Muntagna” Patrimonio dell’Umanità, ha “conquistato” anche… il magnifico dongione di Motta e il suo pubblico. Lo ha fatto grazie alla stimolante introduzione e alle incisive domande del giornalista Vito Caruso, che ha fortemente voluto la presentazione di Motta, appassionato cultore di letteratura e perfetto padrone di casa.

 

E poi grazie alla accattivante recensione più letteraria che scientifica del vulcanologo Ingv Stefano Branca, che ha voluto entrare con grande incisività nelle pagine più intime del romanzo. E ovviamente grazie alle grandi emozioni trasmesse da Sergio Mangiameli, splendido e convincente affabulatore con le sue risposte, tra letteratura e filosofia, sui vari temi di “Come la terra”, sull’amore tra esseri umani, sull’amore per l’ambiente e in particolare per l’Etna. E, dulcis in fundo, grazie alle appassionate ed evocative letture di Margherita Platania. Ha condotto la serata il giornalista Gaetano Perricone. Sono intervenuti anche l’assessore alla cultura Tommaso Distefano e i colleghi della giunta Candida Fassiolo e Enzo Di Mauro.
Le foto di Paola Garofalo e la sempre straordinaria visione del spot ufficiale dell’Etna nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità hanno impreziosito la serata, arricchita da un bel dialogo finale con il pubblico.

«Ho voluto Come la terra a Motta – ha detto Vito Caruso – perché, oltre la storia narrata, è lo stile che mi ha colpito: asciutto, ricercato in ogni frase con un inusuale accostamento degli aggettivi, che spinge il lettore a ritornare sul periodo per gustarlo ancora. Sergio Mangiameli fa parte della nuova letteratura siciliana di prim’ordine. E in più, in questo romanzo, vedo il rispetto per il lettore nel tratteggio dei personaggi, che lascia spazio a sfumature d’interpretazione personale, e soprattutto nel finale aperto, dove ciascuno può trovare il punto che immagina».
Margherita Platania, lettrice, docente di lettere al liceo scientifico aggiunge: «Ho letto con piacere gli stralci, perché è un libro che mi ha emozionato profondamente. E intendo farne uso di esempio narrativo in classe con i miei studenti».
Luisa Spampinato, docente di lettere alle scuole medie chiude: «È stato detto che Come la terra è la storia della trasformazione di un amore dall’urgenza alla passione fino all’accettazione. Trovo quest’ultimo punto di grande valore per tutti noi. Stasera ho fatto un viaggio fuori da me stessa, attraversando uno stato di autentica dissolvenza».

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