Catania-Gela investita dai detriti. A Biancavilla chiuso viale dei Fiori

Nuova e devastante bomba d’acqua, ieri, sul catanese, a distanza di poche ore da quella che venerdì notte ha interessato una vasta area della Sicilia orientale. Le strade son tornate a diventare fiumi, questa volta attraversate da detriti, che hanno rappresentato un serio pericolo per la circolazione veicolare.

L’acqua è tornata ad infierire su Palagonia, Mineo e Ramacca cadendo su città e coltivazioni. Ma sono state soprattutto le strade a risentirne in maniera maggiore per i fiumi di fango che si sono riversati sull’asfalto. Ancora la Catania-Gela colpita, con gli automobilisti che hanno visto una colata staccarsi dalle colline circostanti e riversarsi sulla carreggiata. I soccorritori al loro arrivo hanno trovato quasi 50 centimetri d’acqua sull’asfalto.

Copiosa la pioggia caduta anche nei centri del versante sud-occidentale dell’Etna. Nei luoghi consueti si sono formati gli accumuli d’acqua noti: in Contrada Naviccia ad Adrano, nei pressi dello svincolo della statale 284. Al viale dei Fiori di Biancavilla, dove il livello dell’acqua ha superato abbondantemente i 50 centimetri. I Vigili del fuoco sono stati costretti a chiudere l’importante arteria.

Auto bloccate in carreggiata e automobilisti intrappolati all’interno. E questa volta l’acqua si è pure infiltrata in alcuni esercizi commerciali. Da un solito luogo all’altro: viale Arti e mestieri (s.p. 229II), l’arteria che collega con Santa Maria di Licodia, dove si è registrato accumulo di diverse decine di centimetri. E ancora, a Licodia, son tornati ad allagarsi diversi garages in centro posti in posizione più bassa rispetto alla sede stradale.

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