Il Gip: «Nessun reato». Anthony Distefano: «Guai a restare a guardare»

«Non ci sono notizie di reato». In estrema sintesi quanto scrive il Gip del Tribunale di Catania, Santino Mirabella, archiviando la denuncia presentata il 22 aprile del 2016 dal Comitato “Difendiamo il SS. Salvatore” di Paternò – difeso dall’avvocato Goffredo D’Antona –  sui numeri “sospetti” degli accessi al pronto soccorso e su altre vicende intorno al nosocomio (leggi l’articolo). Mirabella, in sostanza, non entra “politicamente” sulla vicenda, limitandosi a rilevare che i numeri su cui si è concentrata l’attenzione del comitato non presentano “notizie di reato”.
In particolare, il Giudice per le indagini preliminari scrive: «(…) non si sindaca se si tratti di scelta giusta, opinabile, sbagliata. Qui si tratta di capire se vi è un reato vero e proprio. L’esposto sembra più che altro un modo per mettere in moto la macchina giudiziaria con una semplice scintilla di sospetto o perplessità, ma non viene in effetti evidenziato nulla che possa produrre una notizia di reato ipotizzabile concretamente e non astrattamente».

Mirabella ha preso in esame la denuncia dopo il ricorso contro la decisione del pm, cui era stato affidato il fascicolo, di procedere all’archiviazione. L’esposto, ormai un anno e mezzo fa, venne presentato sulla base di alcune anomalie riscontrate dal comitato: il presunto rafforzamento dell’ospedale di Biancavilla a danno di quello di Paternò, con i dati “taroccati” (il termine è stato usato dall’avvocato D’Antona alla presentazione dell’istanza) delle prestazioni ospedaliere.
Nell’esposto, in particolare, si legge: “I dati delle prestazioni all’ospedale di Paternò sono stranamente diminuiti da 29.795 a 26.065, mentre Biancavilla è passata da 26.523 a 26.273 sorpassando Paternò”. Altra anomalia riscontrata dal comitato il blocco dei lavori nel 2009 dopo lo stanziamento di 10 milioni di euro per la ristrutturazione e la messa in sicurezza, e poi la chiusura del punto nascita e le promesse non mantenute, da parte dell’allora direttore generale Ida Grossi, sullo stanziamento di  600 mila a favore della struttura.

Sulla decisione, Yvii24 ha chiesto una dichiarazione a Anthony Distefano, attuale consigliere comunale nonché fra i promotori del comitato da cui si è dimesso nella scorsa primavera prima di candidarsi alla carica di sindaco: «È una decisione che delude ma che non deve scoraggiare – dice Distefano –. Sull’ospedale di Paternò si gioca, da almeno un decennio, una partita sporca. Interessi e lottizzazioni la fanno da padrona. Un plauso sempre e comunque al grande lavoro svolto dal comitato: un impegno che, sono certissimo, proseguirà. Da parte nostra, come opposizione abbiamo già messo in moto una serie di incontri e iniziative. Guai a restare a guardare. Guai!»

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