Insegnate ai vostri figli ad amarsi e a farsi amare! Questo è il miglior modo per trascorrere l’8 marzo!

Ed eccoci anche quest’anno arrivati all’8 marzo! Eccoci arrivati alla cosiddetta “Festa della donna”! Per come la vedo io, la ricorrenza più ipocrita e maschilista del mondo! Mimose, pacchettini di ogni forma e dimensione, vomitevoli fiocchettini rosa, cioccolatini, peluche, caramelle, auguri (auguri per cosa?), politici in prima linea che proferiscono frasi scontate e quanto mai maschiliste, conferenze con relatrici (rigorosamente tutte donne) che hanno un bel marchio politico stampato in fronte a seconda del colore dell’amministrazione che le ospita. Questo perché la questione femminile è trasversale e deve essere affrontata al di là di ogni colore politico! Interventi a scuola così tanto scontati e banali che vorrei entrare nella testa dei bambini per sapere cosa veramente pensano quando colorano quei cartelloni che riportano frasi prive di significato che verranno dimenticate nello stesso pomeriggio, atteso che l’esempio che loro hanno dagli adulti è totalmente diverso da ciò che scrivono e leggono sui cartelloni.

Serate in rosa, corse podistiche in rosa, tavoli tecnici in rosa, pizze in rosa, spogliarelli in rosa. Tutto in rosa! E dire che io amo il rosa, ma in occasione dell’8 marzo non lo tollero proprio! Poi c’è il meglio: per la “festa della donna”, i negozi di biancheria intima offrono lo sconto del 20% a tutte le donne. Eh certo, così per quella occasione le donne possono deliziare il proprio uomo con un completino intimo d’eccezione, dopo avere urlato come le Baccanti di Euripide al cospetto di un giovanotto dell’età dei loro figli che si denuda a ritmo di musica. Cosa ci sarà di bello nell’assistere ad uno spettacolo così demenziale? Me lo chiedo sin da quando avevo 16 anni!
L’8 marzo è anche il giorno in cui i datori di lavoro sono super-gentili e fanno quelle classiche battute del tipo “senza voi donne, io avrei già chiuso”. Poi, se quello stesso datore di lavoro sfrutta le dipendenti, fa commenti ammiccanti o addirittura lascia scivolare la mano sul sedere di una di loro, che importanza ha! L’importante è che per l’8 marzo il datore di lavoro dica stupidaggini stereotipate e che faccia dono alle sue sorridenti dipendenti di un bel mazzetto di mimose acquistate a 1 euro.

E poi ci sono i cari mariti e i compagni violenti che per l’8 marzo cucinano, lavano i piatti e consentono alle loro donne/schiave, di indossare un bel vestito scollato e il tacco dodici per uscire con le amiche, magari parcheggiandosi fuori dal locale ad attendere che “la loro bella” esca e rientri nel pieno del suo possesso per i restanti 364 giorni dell’anno. In fondo, un piccolo sacrificio, una piccola concessione per continuare ad esercitare il proprio potere violento sulla moglie o sulla compagna.
E allora io mi rivolgo alle donne e dico: ma perché vi fate imbambolare? Ma perché non vedete che tutto questo è ferocemente maschilista? Ma perché l’8 marzo non lo trascorrete in modo “normale”, convincendovi che non c’è niente da festeggiare, convincendovi che se si vuole davvero ricordare una tragedia lo si può fare in modo meno stereotipato, meno maschilista.
Ma vi guardate intorno? Ditemi chi di voi, in una strada buia la sera, non è costretta a correre e a guardarsi indietro per paura di essere aggredita? Ditemi chi di voi giornalmente non riceve proposte sessuali esplicite o implicite nel proprio ambiente di lavoro? Ditemi chi di voi non subisce tutti i giorni una discriminazione per il fatto di essere donna? E ora, mi rivolgo alle mie colleghe, ditemi quante di voi si vedono privare il proprio titolo di avvocate per essere chiamate, quando va bene, dottoressa? Eh si, perché l’avvocato è uomo! Le donne sono dottoresse non avvocate (???).

Ditemi chi di voi non subisce un forte disagio quando entrando in ambienti prevalentemente maschili, come spesso ci capita, si sente gli occhi addosso, precisamente puntati sul fondo schiena, e arriva quasi a doversi vergognare di essere donna! Ma vi volete svegliare? Ma volete aprire gli occhi? Ma volete dire no a tutto questo scempio non partecipando a queste stupide manifestazioni maschiliste? E se davvero volete ricordare una ricorrenza dolorosa, allora, recatevi dai Carabinieri a denunciare il vostro vicino che picchia la moglie invece di continuare a farvi i fatti vostri! Mi pare che a Biancavilla proprio perché la gente si è fatta i fatti propri è avvenuta una tragedia immane! O no??? Tutti sapevano ma nessuno parlava!!!
Andate a parlare con le operatrici dei Centri Antiviolenza! Andate a chiedere se ci sono donne che hanno bisogno di ospitalità, di vestiti, di sostegno o anche solo di parlare! Oppure, più semplicemente, state con i vostri figli e spiegate ai maschietti che anche gli uomini possono essere sensibili, possono piangere, possono avere delle debolezze, insegnate loro che il mito del macho è una grande cazzata che deve essere scardinata e, allo stesso modo, insegnate alle vostre bimbe che amore è rispetto, insegnate loro che se un compagnetto le spinge non è perché è innamorato di loro ma non lo sa esprimere con le parole! Insegnate loro che uno spintone è uno spintone!

Punto e basta! Non facciamo passare per amore ciò che amore non è! Fate capire loro che non si deve tollerare nessun atto violento, perché la bimba che tollera lo spintone scambiandolo per innamoramento, potrebbe diventare la donna che tollererà uno sberlone, un pugno, un calcio, una bastonata, scambiando tutto ciò per amore! Insegnate ai vostri figli ad amarsi e a farsi amare! Questo è il miglior modo per trascorrere l’8 marzo! Ne avremmo un guadagno tutti noi e, così, le nostre amministrazioni risparmierebbero dei soldi che sprecano in fiori e cavolate varie, che invece potrebbero impiegare per mettere in atto una vera politica di parità. Quindi, il mio augurio per questo 8 marzo non va alle donne, ma va agli uomini, va a quegli uomini che sono sensibili, che sanno piangere, che non vivono di stereotipi, uomini non violenti, rispettosi delle donne, uomini che non tradiscono per apparire dei maschioni, uomini che non rallentano con la macchina quando vedono una ragazza da sola, uomini che non parlano delle donne in modo volgare, uomini che sono “uomini” e non “maschietti da quattro soldi!”

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