M5S, #diventeràbellissima e “La Città” criticano l’approvazione del punto e ricordano quando il sindaco Naso era il paladino contro l’aumento dell’addizionale

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Non si fanno attendere le reazioni delle forze politiche di opposizione di Paternò, sia consiliari, sie civiche, dopo l’approvazione dell’addizionale Irpef, ieri sera da parte del Consiglio comunale (11 favorevoli, 6 contrari), che ha spostato l’asticella verso l’aliquota massima dello 0,8% (era allo 0,5) con un gettito di 580.000 euro per le casse del comune che, in tal modo, riescono a riequilibrarsi. Votato, subito dopo, anche il riequilibrio di bilancio. Il punto doveva ottenere il via libera entro il 31 luglio. Solo qualche mese fa, i consiglieri di opposizione, insieme ad alcuni di maggioranza, avevano abbassato l’addizionale allo 0,5%.
Tutte le opposizioni parlano del voltafaccia operato dal sindaco Nino Naso, strenuo avversario dell’aumento addizionale Irpef voluto dal suo predecessore, Mauro Mangano. Addirittura, come si legge nel manifesto a fianco, Naso organizzò il 19 dicembre 2014 un incontro presso la biblioteca di Paternò in cui arrivò a definire l’addizionale una “violenza”.

Per il Movimento 5 Stelle (consiglieri Marco Gresta, Martina Ardizzone e Claudia Flammia) «è stata scritta l’ennesima brutta pagina nella storia di questa Città ad opera di questa Amministrazione. Il sindaco, il vicesindaco, l’assessore Rau, in tempi non sospetti, grandi sostenitori dell’azzeramento dell’addizionale, oggi si permettono addirittura di proporre, sostenere e far votare un aumento della stessa tassa che fino a poco tempo fa era il loro cavallo di battaglia in campagna elettorale. Questi 580.000 euro – prosegue la nota pentastellata – derivanti dall’aumento dell’addizionale, assomigliano tanto ad un prelievo bancomat direttamente dalle tasche dei cittadini, per andare a coprire le voragini, le falle, le nefandezze, compiute da questa Amministrazione. Sarebbe bastato pagare le fatture dell’energia elettrica in tempo per non accumulare un debito di 180.000€ di soli interessi nei confronti del fornitore, eppure si è preferito reperire le somme in altro modo»
Chiude il M5S: «La cosa più avvilente è la totale discrepanza tra quanto detto dal Sindaco in campagna elettorale e la realtà che ci circonda».

Per #diventeràbellissima (consiglieri Anthony Distefano e Giuseppe Lo Presti) «la questione, si badi, non è il “semplice” aumento dell’addizionale Irpef. Ieri è emerso in modo finalmente netto e chiaro che il programma politico dei nostri “disamministratori” è quello di continuare a prendere in giro i paternesi. E nascondersi dietro tecnicismi e arrampicate sugli specchi, non servirà a nulla: la città ha già compreso di essere stata vittima dell’ennesimo raggiro. Da ieri, i cittadini tornano ad essere il bancomat dei nostri disamministratori vanificando l’abbassamento dell’aliquota che l’opposizione aveva ottenuto in consiglio nemmeno quattro mesi fa. Un aumento dell’Irpef che, perdipiù, non serve a migliorare le condizioni della città di Paternò: serve bensì a pagare debiti che si continuano, giorno dopo giorno, ad accumulare. È da irresponsabili continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto: la Corte dei Conti ci ha intimati, a più riprese, ad avviare una programmazione seria e definitiva. Nel frattempo – chiudono Distefano e Lo Presti –  il sindaco si fa immortalare trionfante nell’ordinaria opera di scerbatura ma sull’aumento dell’Irpef manda in avanscoperta il vice sindaco come vittima sacrificale».

Per Osservatorio civico “La Città”, ed il suo presidente Alfio Virgolini il sindaco Nino Naso si dovrebbe solo vergognare. «Il primo cittadino – scrive Virgolini – accusava il suo predecessore di tradimento verso la Città, solo per aver aumentato l’aliquota dell’addizionale irpef. Lo stesso Naso, allora promotore di una protesta popolare, riusciva a raccogliere migliaia di firme dal cosiddetto “Popolo Sovrano”, secondo cui la tassa relativa all’addizionale irpef poteva essere azzerata recuperando la consistente cifra di 3.000.000,00 (tremilioni) di euro, sottratta ai contribuenti paternesi nel seguente modo: 1.500.000,00 di euro dall’Azienda Municipalizzata Acquedotto e di euro 1.500.000,00 dalla Simeto Ambiente. L’Osservatorio Civico “La Città” – conclude la nota – condanna il gesto consumato dal Sindaco delle tasse Nino Naso, il quale, anziché azzerare detta tassa comunale così come promesso (cavallo di battaglia in campagna elettorale), oggi impone ai suoi alleati con forti pressioni ed inciuci politici di aumentarla al massimo, illudendo ed ingannando ancora una volta i cittadini paternesi onesti che hanno creduto nella Sua rivoluzione politica».

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