Nel pomeriggio in Consiglio comunale l’adeguamento dell’addizionale, in forma retroattiva

C’era una volta… Inizia così la più classica delle favole, solo che questa non è affatto una favola, ma la pura realtà. La politica, ormai, ci abitua a tutto, anche alle repentine inversioni a “U”, in salsa padana, che vedono lo slogan “Forza Etna” trasformarsi in “Prima gli italiani”, addirittura accompagnato da consensi plebiscitari, senza che si avverta alcun imbarazzo.

Tuttavia, ci sono gli avversari a ricordarti chi eri e cosa dicevi (magari un giorno la situazione vedrà quegli stessi avversari effettuare l’inversione a “U”), ma, per intanto, sono lì a bacchettarti. E  così,  l’ultima vittima dell’incoerenza politica così tanto di moda ai giorni nostri, diventa il sindaco di Paternò Nino Naso. Chi non ricorda la sua battaglia storica contro l’aumento dell’addizionale Irpef, quando il sindaco si chiamava Mauro Mangano?

Ebbene, fra qualche ora, quella storica battaglia di Naso diventerà l’ennesimo esempio di incoerenza militante dei nostri politici: il Consiglio comunale di Paternò,  infatti, alle 17 si riunirà per prendere atto delle condizioni di squilibrio di bilancio, determinare aliquote e detrazioni addizionale Irpef, con decorrenza retroattiva al primo gennaio, per salvaguardare gli equilibri di bilancio. Poi, in scaletta, anche il bilancio di previsione.

Insomma, si va verso l’approvazione dell’aliquota massima, senza che il sindaco, paladino della battaglia contro l’addizionale, avverta la necessità di presentarsi davanti agli elettori e dire: “Scusate, mi ero sbagliato”, o qualcos’altro per giustificare l’inversione di marcia della coalizione che lo sostiene. D’altronde, l’Italia è il Paese del possibile, dove è possibile che il partito più antimeridionalista faccia il pieno di voti nel Meridione. Finché c’è qualcuno che ti vota, la coerenza diventa un optional.

All’attacco Distefano e Lo Presti di  #diventeràbellissima, i quali, ricordando che il Consiglio alcuni mesi fa aveva abbassato l’addizionale, scrivono in una nota: “L’aumento al massimo dell’aliquota Irpef sia un provvedimento iniquo e ingiusto poiché tassa soltanto i cittadini che già pagano le tasse”.
L’innesco c’è, il pomeriggio a Palazzo Alessi sarà, di certo, particolarmente caldo.

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