Polemiche per un sacchetto di immondizia lasciato sotto un albero: ma si scopre che è concordato con il servizio rifiuti. Il Comitato per salvare l’Inps lancia un appello “Aiutiamo le associazioni”

Dopo la polemica nata su Facebook nei giorni scorsi e che ha visto coinvolti i volontari delle associazioni animaliste, é stato lanciato un appello dal comitato che precedentemente si é battuto per la salvezza della sede Inps di Paternò per aiutare le associazioni animaliste.
Nella fattispecie, nel post in questione, un utente denigrava involontariamente un volontario che aveva lasciato nell’area antistante i locali dell ‘ex macello’ (che ospitano gli amici a quattro zampe) un sacchetto di rifiuti accanto ad un albero. Come specificato dallo stesso volontario dell’Upa la busta era stata lì posizionata per precise disposizioni avute dal Comune, nonostante la contrarietà degli stessi volontari che, in passato, a loro spese, hanno acquistato dei contenitori per rifiuti, puntualmente spariti. Pubblichiamo integralmente la nota.

Appello a tutta la cittadinanza di Paternò

“Aiutiamo le associazioni animaliste di Paternò”. Randagismo: un problema non di pochi ma di tutta la città

“Abbiamo trascorso una giornata con Giuseppe Panassidi, Presidente dell’U.P.A., per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica circa lo straordinario lavoro svolto quotidianamente dalle associazioni animaliste.
Il nostro intento è quello di raccontarvi l’amore e la dedizione che c’è dietro quel sacchetto di spazzatura che ogni giorno viene lasciato davanti ad un albero, nell’attesa che il Comune predisponga un apposito contenitore, così come richiesto dalle stesse associazioni.
Ci auguriamo che ciò avvenga quanto più rapidamente possibile,
a tutela dell’ambiente e del decoro urbano.

Circa tre ore di lavoro al giorno, per ripulire tutti i box della struttura che attualmente ospita i cani randagi accuditi e curati dalle associazioni, e per
dare da mangiare agli stessi randagi.
Un ringraziamento speciale a tutti i volontari che, a proprie spese, si prendono cura dei nostri randagi e, nell’attesa di un intervento concreto da parte del Comune, abbiamo deciso di lanciare una colletta pubblica tra gli ex lavoratori del call center Qè, colletta che estendiamo a tutti i nostri compaesani per dare loro un contributo economico.

Chiunque voglia contribuire può contattarci privatamente o contattare direttamente le associazioni: U.P.A, Il mio amico, Cuccioli dell’Etna.
Servono soldi per comprare croccantini, vaccini, antiparassitari (il contributo può consistere anche nel comprare i beni sopraelencati). Siamo certi che anche la comunità offrirà il proprio contributo. Agendo tutti insieme e responsabilizzando le istituzioni è possibile difendere gli interessi del nostro territorio. Proseguiremo a vigilare e a batterci per il nostro territorio coinvolgendo i cittadini in un’ottica di partecipazione civica.”

Valentina Borzì, Giovanni Arcidiacono, Mery Prezzavento, Ilaria Borzì, Salvatore Strano, Giusi Pappalardo

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