Paternò, il sito delle Salinelle - © pietronicosia.it
Paternò, il sito delle Salinelle – © pietronicosia.it

Prosegue il progetto rivolto agli studenti che mira a far conoscere le radici storiche paternesi e ad approfondire cultura e business

“Beni culturali & impresa” è il titolo del progetto pluriennale, iniziato nello scorso anno scolastico, che si propone di realizzare un percorso formativo curriculare che accompagni gli alunni, dalla prima alla quinta classe dell’Istituto, verso una conoscenza più approfondita e concreta delle radici storiche paternesi per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale ed ambientale locale.
Impegnati, per questo anno scolastico 2015-2016, gli alunni del primo biennio dell’istituto Tecnico Economico “G. Russo” di Paternò diretto dalla dott.ssa Concetta Centamore. Il progetto, coordinato dalla referente ai Beni Culturali prof.ssa Carmela Ligresti, si svolge in sinergia con la Soprintendenza ai BB.CC.AA. e Identità Siciliana – Unità Operativa 5 Archeologica di Catania nella persona del funzionario archeologo Michela Ursino -, la Presidenza Regionale dell’Associazione SiciliAntica rappresentata dal Responsabile Regionale Giovani dell’Associazione Giuseppe Barbagiovanni, il Comune di Paternò, nelle persone del Sindaco Mauro Mangano, di Valentina Campisano assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione.

Quest’anno le attività inizieranno in maniera singolare, visto l’improvviso risveglio delle Salinelle dei Cappuccini a Paternò.
Giovedì 18 febbraio, 250 ragazzi del biennio dell’Istituto Tecnico Economico “G. Russo” di Paternò, accompagnati dai loro docenti, si recheranno presso la collina di San Marco per un’escursione molto particolare, guidati dal Presidente Prof. Mimmo Chisari e dai soci della locale sede di SiciliAntica.
Gli studenti, con gli scarponi ai piedi, gli zaini, le macchine fotografiche e tanta voglia di apprendere, visiteranno i luoghi che destarono stupore già dalla metà del XVIII sec., così come risulta dalla preziosa testimonianza  del viaggiatore francese Jean Houel, il quale, visitando l’area, scrisse: “Le sorgenti sono molto più ricche di acqua d’estate che di inverno e sempre durante questo periodo esse depositano una maggiore quantità di sale, questo è così abbondante che gli abitanti lo raccolgono…” e proseguendo nelle sue annotazioni, si meraviglia come “tante acque abbiano acquisito qualità diverse e come un terreno così limitato possa racchiudere elementi tanto differenti come gesso, alabastro, bitume, sale, ferro, argilla e zolfo… le persone che abitano nei pressi di queste sorgenti mi hanno assicurato che le loro acque hanno qualità particolari per la tintura e che essi le impegnano per questo”.

Il tour culturale partirà dal museo “Gaetano Savasta” sezione etnoantropologica, dove i ragazzi potranno conoscere il passato osservando i vecchi attrezzi utilizzati dai nostri avi prima dell’avvento della meccanizzazione, utensili di un tempo che hanno aiutato gli artigiani dell’epoca a forgiare capolavori intramontabili. Al museo “Gaetano Savasta” le attività vedranno la partecipazione delle “Piccole Guide Marconine”, giovanissimi studenti delle classi terze di scuola secondaria di I grado dell’I.C. “Marconi” di Paternò. Successivamente essi si sposteranno presso la Fonte Maimonide, caratterizzata per l’incessante “ebollizione” dell’acqua dovuta all’abbondante presenza di anidride carbonica in forma gassosa libera e al contenuto di minerali composti del ferro e del magnesio che, precipitando, danno origine a sedimenti giallo-rossastri. Da ciò deriva l’appellativo di “acqua grassa”.  Visiteranno poi un’altra sorgente, questa volta di acqua potabile, detta “Monafria” collegata alla “Luppinarè”, luogo dove si producono ancora oggi i lupini salati, vanto e orgoglio paternese, venduti in tutto il circondario. Con un procedimento particolare che ha bisogno di un’enorme quantità d’acqua corrente per togliere tutto l’amaro contenuto all’interno di essi, i semi sono immersi nell’acqua per due giorni, successivamente vengono bolliti in enormi “quadaroni” di rame e reimmersi nuovamente in acqua per almeno altri due giorni. Infine, salati e confezionati, sono pronti per la vendita.

Si passerà poi alla visita delle ultime sorgenti, questa volta di acqua fangosa, le così dette “Salinelle dei Cappuccini”.
Ultimo sito che sarà visitato dai ragazzi è l’area archeologica della collinetta di San Marco, dove – passeggiando su un tappeto di cocci archeologici – i giovani potranno osservare  il sito preistorico oggetto di una serie di importanti scavi condotti dalla Soprintendenza  ai BB.CC.AA. di Catania, che hanno permesso di identificare un insediamento preistorico – purtroppo in parte distrutto da sbancamenti operati pochi anni orsono – con strutture comprese tra l’età neolitica e l’età del bronzo.
Inoltre, grazie alla gentile concessione dei proprietari, nell’area archeologica gli studenti avranno l’opportunità di visitare il sito dell’antico edificio termale datato tra il I e II sec. d.C., scoperto sulla sommità del promontorio della collina. Nelle terme si utilizzava il fango delle salinelle, già elemento della farmaceutica antica, sia per le sue specifiche virtù sia come base associata ad altri componenti.

Gli alunni potranno rivolgere i loro quesiti agli esperti presenti e di scattare fotografie, per raccogliere documenti da utilizzare successivamente a partire dal 3° anno di corso, secondo le specificità degli indirizzi attivi nell’istituto, misurandosi nella realizzazione di uno o più modelli di impresa, che coniughino cultura e business, per la valorizzazione socio-culturale ed economica del territorio e dei suoi abitanti.
Con le medesime finalità di valorizzazione del territorio e delle sue risorse, nel prossimo mese di giugno partirà un progetto laboratoriale didattico, coordinato dalla prof.ssa Maria Pia Scuderi, che vedrà impegnati gli studenti delle classi terze e quarte in attività di conoscenza, studio e salvaguardia del patrimonio archeologico della collina di San Marco.
L’APAS di Paternò contribuirà, attraverso i propri volontari, alla sicurezza e all’assistenza sanitaria degli studenti impegnati nel percorso, mettendo anche a disposizione mezzi e attrezzature per gli allievi con difficoltà di deambulazione.

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