Un momento del dibattito - Foto di Francesco Magrì
Un momento del dibattito – Foto di Francesco Magrì

Primo incontro culturale allestito dalla neonata associazione culturale paternese “Le città invisibili”, con Mons. Antonino Raspanti e Pierluigi Castagnetti

Una sala strapiena di pubblico a Paternò ha accolto il vescovo-intellettuale e teologo Antonino Raspanti ed il presidente dell’Associazione “I popolari”, Pierluigi Castagnetti (storica figura del cattolicesimo democratico, ultimo segretario del PPI, ed ex vicepresidente della Camera). Lo storico salone della biblioteca comunale era già pieno di centinaia di persone ancor prima dell’incipt del dibattito. Molte le persone che hanno tentato di ascoltare l’evento da fuori. Non stiamo parlando di un concerto pop ma di un raffinato, autorevole ed intelligente dibattito su “cattolicesimo e democrazia” (fra storia ed attualità), organizzato dalla neonata associazione culturale “le città invisibili”, guidata dalla presidente Antonella Tomasello. Ai lavori coordinati dal giornalista Salvo Fallica, hanno partecipato anche da relatori l’artista-artigiano Barbaro Messina e la presidente del consiglio comunale di Paternò Laura Bottino. Un saluto pieno di idee è stato portato dal parlamentare cattolico democratico Giovanni Burtone.

 

La presidente Tomasello nel suo intervento introduttivo ha messo in evidenza il valore culturale puro dell’iniziativa, il senso etico e culturale di un progetto che vuol essere (e già lo è) un laboratorio di idee, di analisi, di spirito critico, di confronto e dialogo con la comunità locale ed il mondo esterno. Sull’aspetto del locale che si interseca con il globale in maniera originale e culturalmente nuova ha insistito Laura Bottino. Partendo dalla sua esperienza concreta di cattolica impegnata nel sociale ha analizzato il tema del cattolicesimo democratico unendo ragione e passione etica, puntando più sulla testimonianza che sugli aspetti teorici.
I lavori sono stati preceduti dalla lettura di un componimento poetico su “cultura e democrazia” del cantastorie Turi Marchese. Fallica ha spiegato che l’associazione culturale ha voluto iniziare con questo tema perché contiene nel suo nucleo l’essenza in chiave laica e cattolica dell’impegno civico e sociale dell’uomo nell’epoca contemporanea. E non a caso ha stimolato i relatori nel primo giro di domande sul delicato tema del ruolo delle città e delle comunità nel mondo contemporaneo, e dell’interazione fra la persona e la comunità.

Di alto profilo critico ed analitico l’intervento di Raspanti che ha spiegato tali aspetti nella chiave di lettura cristiana, collegando l’importanza dell’impegno sociale del cattolico nella democrazia non solo con le più importanti teorie filosofiche e teologiche cattoliche, ma con lo stesso nucleo fondante della religione cristiana, il Cristo che si è incarnato, che si è fatto uomo. E che implica di fatto una valorizzazione del ruolo terreno dell’uomo. Sul ruolo di Don Sturzo ha incentrato il suo primo intervento Castagnetti, legando storia ed attualità con fine analisi politologica. E nel contempo facendo vivere la storia, ha raccontato l’influsso importante del cattolicesimo democratico nella genesi della Carta Costituzionale. Ha narrato anche aneddoti illuminanti su incontri e dialoghi fra il cattolico Dossetti ed il comunista Togliatti. L’artista Barbaro Messina si è soffermato sul rapporto fra arte, artigianato, religione e politica. Citando anche l’esperienza di Michelangelo. Ed ha inoltre portato una testimonianza sulle difficoltà che vive la grande tradizione artigiana nell’Italia contemporanea.

Sempre stimolati dalle domande di Salvo Fallica, il vescovo Raspanti e Castagnetti hanno analizzato i nodi cruciali del tema “cattolicesimo e democrazia”, mettendone in luce i punti di forza ma anche le criticità. Ovvero la necessità di un ripensamento critico di categorie interpretative un po’ superate. Servono nuovi strumenti di pensiero e di azione, più innovativi, più efficaci. E nel contempo, ha sottolineato Raspanti, “bisogna riscoprire i valori fondanti del cristianesimo”. Il vescovo, in linea con papa Francesco, ha invitato i cattolici ad essere più coraggiosi nell’impegno sociale e politico (nel senso più alto e nobile dell’attenzione per la polis) ed ha invitato anche i cattolici democratici e la chiesa medesima ad attrezzarsi meglio nell’affrontare tematiche quali l’influenza dell’economia finanziaria che trascende i poteri stessi degli stati. Come dire, occorre modernizzare gli strumenti concreti di analisi. Castagnetti ha sottolineato che anche la chiesa deve fare delle autocritiche, perché non di rado su temi fondamentali i cattolici democratici impegnati nell’agone politico si sono sentiti lasciati soli. Una riflessione vera, controcorrente, con delle figure prestigiose pronte socraticamente a fare autocritiche, indicando però strade nuove, in linea con lo spirito del Concilio Vaticano II.

Castagnetti ha parlato anche della crisi politica dell’Europa, mettendo in evidenza l’assenza di grandi leader quali De Gasperi, Kohl, Mitterrand, ricordando che una Europa forte, sarebbe la realtà politicamente ed economicamente più competitiva del globo, capace di mettere un argine politico e di solidarietà allo strapotere della finanza. Fallica ha ricordato la grande capacità del laico Mario Draghi, governatore della banca centrale europea, di riuscire non solo a salvare l’Europa ma di tenere in piedi con spirito di solidarietà costruttiva le aree più deboli del Vecchio Continente. Il vescovo Raspanti ha condiviso, sottolineando che il laico Draghi su questi temi ha mostrato più coraggio della cristiana cancelliera tedesca Merkel. Castagnetti colpito dall’ampia partecipazione del pubblico (dopo più di due ore erano ancora presenti centinaia di persone), ha affermato che di dibattiti su questi temi come quello di Paternò, sia sul piano della qualità che su quello della partecipazione “non se vedono nemmeno a Roma ed a Milano”.
Laura Bottino, non nascondendo la sua emozione, ha ringraziato i relatori ed il pubblico, ed ha annunciato (assieme alla presidente Tomasello), che “le città invisibili” continueranno con costanza a proporre nuovi dibattiti con protagonisti della vita culturale, sociale, artistica, politica ed istituzionale italiana.

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