Allestito, da Città Viva, un incontro su una delle più alte forme d’espressione dell’animo umano

La sala conferenze della biblioteca comunale “G. B. Nicolosi”, di Paternò, era gremita di gente venuta ad assistere a un evento non quotidianamente consueto: la poesia, analizzata sotto il profilo storico, dell’espressione dell’animo umano e come forma di comunicazione artistica. “Creatività in versi” questo il titolo della manifestazione organizzata, in occasione della “Giornata mondiale della Poesia”, dall’associazione “Città Viva” presieduta da Grazia Scavo, giunta alla sua diciannovesima edizione, e inserita nel cartellone degli “Eventi di marzo” patrocinati dal comune di Paternò.
A relazionare sul tema il giornalista e storico Francesco Giordano e la poetessa Cettina Caliò; la lettura di alcuni versi lirici è stata fatta dall’attrice Barbara Cracchiolo e al pianoforte, ad eseguire brani di musica classica, Norma Viscusi, a coordinare i vari momenti la presidente Scavo.

Poiché la poesia doveva essere la protagonista, l’inizio è stato affidato alla trasmissione di un video di una poesia di Alda Merini “Donne del Sud”.  A seguire ci sono stati i saluti istituzionali dal sindaco Nino Naso, al presidente del Consiglio comunale Filippo Sambataro, fino a Laura Bottino che nella precedente legislatura, da presidente del Consiglio comunale, con i consiglieri Antonio Arena e Guerrina Buttò, ha ideato gli “Eventi di marzo” e poi i saluti ai tanti rappresentanti delle associazioni che hanno collaborato al cartellone degli eventi.
Un excursus di duemila anni di poesia, con l’ausilio di immagini che rendevano più esaustivo l’argomento, soffermandosi sulle peculiarità storiche e letterarie, è stato condotto, con grande capacità di sintesi, da Francesco Giordano: «La poesia nasce prima della scrittura, in una forma orale che si trasmette per tradizione».

Il più antico poema risalirebbe all’epoca di Gilgamesh, ma un’elevazione poetica la si raggiunge con i poemi omerici; la poesia passionale prevale nella lirica latina, mentre con Dante e il Dolce Stil Novo domina l’amore angelico.  L’avvento della stampa rende anche la poesia un fenomeno più ampio, accessibile a più persone. I poeti Ariosto e Tasso, vivendo a corte come letterati al servizio di mecenati, nella poesia epica esaltano la guerra come qualcosa di nobile. Importanti, nel quadro storico generale, anche i poeti maledetti, il Decadentismo, l’influenza della storia nella poesia, le guerre mondiali nella lirica di Montale e Ungaretti e poi Pasolini.

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«La sua è una denuncia sociale sul problema della società di massa quindi della manipolazione…  – ha spiegato Giordano –.  La poesia oggi rimane qualcosa di soggettivo e personale, i temi sono gli stessi da sempre. Nella poesia di strada- ha specificato una delle evoluzioni più recenti della trasmissione del messaggio poetico Giordano-  sembra che il poeta voglia raggiungere il lettore e non viceversa, nella ricerca del libro. L’ultima frontiera della poesia è quella del passaggio al web: con internet i poeti sembra siano più dei lettori, c’è un’esigenza di dire ciò che si è e ciò che si sente davvero fortissima. Tuttavia finché l’uomo avrà coscienza sentirà il bisogno di comunicare».
Incardinato intorno alle domande più frequenti sulla poesia, ossia cos’è e chi è il poeta, l’intervento della poetessa Caliò: «La poesia è esperienza. Non è un caso che la poesia racconti la vita, il bisogno di dirsi. Il poeta è un visionario, cerca di dire quello che è impossibile dire. La poesia è evocazione, è il passaggio successivo del pensiero. La poesia ha un solo tema: la vita, in tutte le sue forma e, tutte le poesie, dunque, sono poesie d’amore perché amiamo la vita. Inoltre la poesia ha un solo tempo: il presente. La poesia è il sentimento del sentire. Offre la possibilità di contattare noi stessi e gli altri e stimolare alla riflessione».

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