Documento di chi ritiene sbagliata la chiusura degli istituti scolastici:« È più facile che uno studente risulti contagiato se non frequenta la scuola che il contrario»

Lettera aperta di 95 genitori di Paternò, che chiedono la riapertura delle scuole, al fronte opposto. La pubblichiamo integralmente con le firme in calce dei promotori

Siamo cittadini e genitori di Paternò che amano i propri figli, esattamente come voi. Guardiamo con preoccupazione alla crescita dei contagi e abbiamo paura, come ne avete voi. Ma siamo convinti che in un momento così difficile per la nostra città sia opportuno rimanere uniti e, soprattutto, lucidi e razionali. Paura e smarrimento sono sentimenti pericolosi, forse più di un virus: alimentano rabbia, irrazionalità, contrapposizione sociale ed esasperazione. Le conseguenze le abbiamo colte tutti: alta conflittualità e orribile linciaggio mediatico nei confronti di chi, legittimamente, ha persino esercitato un proprio diritto costituzionale. Noi non ci vogliamo sostituire a nessuna autorità preposta.

Rispettiamo il compito arduo di chi, in questo momento complesso, ha l’onere di gestire questa emergenza. Per tale ragione respingiamo al mittente qualsiasi accusa di politicizzazione e non prestiamo il fianco ad alcun gioco di bassa politica. Il bosco e il sottobosco della politica paternese non ci appartiene. Ciò non di meno, ancor prima da cittadini che da genitori, evidenziamo tutto il nostro dissenso per la scelta di chiudere le attività didattiche in presenza per le ragioni che seguono.

Prima di tutto, perché come regolato a più livelli istituzionali, dal DPCM vigente fino all’Ordinanza del Presidente della Regione, nonché da specifiche circolari congiunte degli Assessorati alla Sanità e alla Pubblica Istruzione, la sospensione delle attività didattiche in presenza dovrebbe essere esperita solo ed esclusivamente previo parere del Dipartimento di prevenzione dell’ASP competente e solo dopo che questi abbia attuato specifici protocolli che ne scongiurino l’attuazione. In sintesi, la sospensione della didattica in presenza nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, dovrebbe essere applicata come “extrema ratio” in condizioni di peculiare gravità.

Questa indicazione è stata ribadita, proprio qualche giorno fa, dallo stesso Assessore alla Pubblica Istruzione Lagalla che ha invitato gli amministratori locali siciliani ad evitare dolorosi strappi istituzionali citando, come esempio, proprio Paternò. In secondo luogo, dai dati che vengono riportati dal prospetto riepilogativo allegato all’ordinanza sindacale emessa il 28.11.2020 (dati aggiornati al 09.11.2020) il numero esiguo dei contagi da Covid-19 per alunni, insegnanti e personale ATA (24 alunni, 12 docenti, 3 personale ATA) dimostra in modo inequivocabile che i rigidi protocolli scolastici attuati dentro le scuole hanno funzionato.

Non abbiamo timore di affermare che le scuole siano luoghi sicuri o, quanto meno, non siano meno sicuri di qualsiasi altro spazio della città. Anzi, a tal proposito, ci sentiamo di affermare che se tutti i cittadini di Paternò rispettassero le raccomandazioni anti-covid con la stessa disciplina con cui alunni, insegnanti e personale scolastico hanno attuato tali protocolli, il contagio a Paternò sarebbe assolutamente limitato. Terzo e ultimo elemento, la preoccupazione sulla salute generale dei nostri figli non può prescindere dalla loro salute psicologica, dall’aspetto relazionale e formativo, in particolare per i bambini più piccoli, con disabilità e con patologie croniche.

Questo aspetto, troppo spesso trascurato dal mondo degli adulti, ma al centro dell’interesse nell’ultimo Convegno dell’Associazione Nazionale Pediatri italiani, fa emergere come i bambini, benché siano meno colpiti e in maniera meno grave dal Covid-19 rispetto agli adulti, pagano tuttavia un prezzo altissimo gli effetti dell’isolamento domestico. Secondo uno studio condotto dall’Ospedale Gaslini di Genova, l’isolamento a casa durante l’emergenza da nuovo coronavirus “ha causato l’insorgenza di problematiche comportamentali e sintomi di regressione nel 65% di bambini di età minore di 6 anni e nel 71% di quelli di età maggiore di 6 anni (fino a 18). Tra i disturbi più frequentemente evidenziati vi sono: l’aumento dell’irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia” (Fonte: Ministero della Salute).

In ultimo, siamo consapevoli che la DAD sia uno strumento importante nell’emergenza e siamo testimoni diretti del grande impegno profuso ogni giorno dagli insegnanti e della loro professionalità. La nostra opposizione alla chiusura delle attività in presenza non è mai stata un’opposizione di principio allo strumento DAD o, addirittura, una negazione del grande valore professionale degli insegnanti, per cui rinnoviamo la nostra stima e vicinanza. Concludiamo con le parole pronunciate proprio in questi giorni da Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio che dice: “E’ più facile che uno studente risulti contagiato se non frequenta la scuola che il contrario. Per la nostra incapacità stiamo costruendo una generazione fragile e insicura.”

I firmatari

1.       Martina Calvagna, casalinga

2.       Maria Concetta Carmeci, audioprotesista

3.       Teresa Marcantonio, insegnante in pensione

4.       Barbara Caruso, insegnante in pensione

5.       Jessica Fazio, studentessa

6.       Christina Distefano, impiegato

7.       Luca Martino

8.       Annamaria Palumbo

9.       Concetta Pulvirenti, impiegata

10.    Claudia Strano, consulente del lavoro

11.    Eliana Anicito, insegnante

12.    Matteo Battiato, impiegato

13.    Maria Grazia Pannitteri, avvocato

14.    Stefania Salamone, avvocato

15.    Andrea Maione, titolare d’impresa

16.    Enza Corallo, impiegata

17.    Maria Elena Lopes, OSA

18.    Salvatore Catania, consulente informatico

19.    Anna Bottino, insegnante

20.    Elisabetta Corselli, impiegata

21.    Lorena Costa, impiegata

22.    Gianluigi Guglielmino, impiegato

23.    Manuela Fallica, farmacista

24.    Kris Calvagna, casalinga

25.    Carmela Di Mattea, casalinga

26.    Giancarlo Ciatto, bancario

27.    Laura Bottino, insegnante

28.    Valentina Correnti, commerciante

29.    Giovanni Parisi, ingegnere

30.    Rosaria Ester Musumeci, docente universitario

31.    Rosaria Chisari

32.    Anna Spoto, impiegata

33.    Grazia Marchese, impiegata

34.    Vincenzo Messina, artigiano

35.    Rossella Mobilia, avvocato

36.    Flavia Frisenna, odontoiatra

37.    Giusy Tirenna, educatrice

38.    Anna Velardo, impiegata

39.    Claudia Fiorenza, impiegata

40.    Giuseppe Marchese, informatico

41.    Davide Maione, ingegnere

42.    Domenico Signorelli, consulente del lavoro

43.    Concetta Marzola, disoccupata

44.    Marcello Farina, dipendente A.M.

45.    Cosentino Gabriele, commerciante

46.    Ketty Pulvirenti, insegnante

47.    Silvana Ranza

48.    Rosanna Messina, pensionata

49.    Stefania Egitto

50.    Giovanna Marzola, casalinga

51.    Vincenza Frisenna, grafica e web designer

52.    Marilena Dovico, impiegata

53.    Rita Marzola, insegnante

54.    Francesca Laudani, impiegata

55.    Enza Cuttone, casalinga

56.    Annalisa Zuccarotto, casalinga

57.    Carmela Rita Rapisarda, insegnante in pensione

58.    Maria Cristina Parisi, fisioterapista

59.    Carmen Brigante, ingegnere

60.    Letizia Bruno, operaia

61.    Vincenza Fisichella

62.    Iole Comis

63.    Chiara Chisari

64.    Rossana Virgillito, impiegata

65.    Antonio Greco, banconista

66.    Enza Trigilia, operatrice telefonica

67.    Santina Cavallaro, assistente amministrativa uffici scolastici

68.    Maria Fazio, operatrice telefonica

69.    Laura Corsella, insegnante

70.    Alfredo Minutolo, avvocato

71.    Barbara Ciccia

72.    Salvo Bertino

73.    Rita Messina

74.    Cecilia Tirenna, dipendente

75.    Sebastiana Grammatico, insegnante

76.    Attilia Musumeci, commerciante

77.    Maria Elena Giannazzo, avvocato

78.    Mario Luciano Brancato

79.    Matilde Pino, avvocato e insegnante

80.    Luca Salamone, impiegato

81.    Eleonora Frisenna, biologa

82.    Patrizia Minutolo, insegnante

83.    Patrizia Schillaci, impiegata

84.    Sergio Galati, ingegnere

85.    Lisa Triscari, impiegata

86.    Vincenzo Giuseppe Laudani, avvocato

87.    Edi Borzì, dipendente

88.    Daniela Parisi, ingegnere e insegnante

89.    Enza Maria Carluccio, impiegata

90.    Nunzio Cartalemi, allenatore calcio UEFA B

91.    Marilù Proietto, imprenditrice

92.    Andrea Borzì, impiegato

93.    Dorotea Statelli, consulente della nutrizione umana

94.    Katia Nicosa, impiegata informatica

95.    Sorbello Elena, pensionata

 

 

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