In centinaia davanti la sede paternese dell’istituto. I sindacati: «Riflettere sul piano»

Sit-in di protesta contro la chiusura delle sedi Inps di Paternò e di Adrano, e trasferimento a Bronte, a Paternò davanti ai locali dell’istituto di via dei Platani, promosso dal Comitato spontaneo “Salviamo la sede Inps di Paternó”. Centinaia di persone hanno manifestato insieme a rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, ai sindaci o loro rappresentanti dei comuni di Paternò, Adrano, Ragalna e Santa Maria di Licodia, alla deputata nazionale Luisa Albanella, al senatore Salvo Torrisi e ai candidati sindaco della cittadina. A Paternò, come si legge in una nota inviata dall’Inps ai due comuni interessati dalla soppressione, resterà un “punto clienti” di informazione e consultazione dove si potranno ottenere solo documenti base, mentre la presentazione delle istanze dovrà avvenire a Bronte.
«Come cittadini vogliamo impedire l’ennesimo scippo ai danni di questa città – dichiara Valentina Borzì, portavoce del comitato spontaneo –. Dopo la chiusura del punto nascita, del tribunale e della Serit, dobbiamo dire basta. È doveroso un tavolo di confronto per capire le reali motivazioni dell’istituto tenendo conto che il sindaco di Paternò ha messo a disposizione gratuitamente dei locali».

A Catania, sempre ieri mattina, si è svolto un incontro nella sede provinciale Inps fra la dirigenza dell’istituto e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. In una nota unitaria i sindacati affermano: «Questo nuovo assetto prospettato impone un approfondimento e una riflessione, perché oggettivamente il comune di Bronte ha una posizione geografica che lo rende lontano dai territori serviti, difficile da raggiungere in taluni periodi dell’anno e con collegamenti non adeguati. E, a prima impressione, una sola agenzia territoriale non ci sembra in grado di poter gestire la mole di lavoro che ne deriverebbe. C’è l’esigenza, inoltre, di mantenere i gabinetti medici nelle sedi decentrate almeno per le prime visite. Per tale motivo prima di ogni decisione sul progetto, occorre un ulteriore passaggio concertativo, per cui chiediamo all’Inps di avviare un tavolo a tre, con le organizzazioni sindacali e i sindaci dei Comuni interessati. È opportuno anche un confronto con la direzione regionale, per avere chiarezza sulla nuova articolazione territoriale, sulle conseguenze reali dei cambiamenti progettati e sulle criticità che invece si aprirebbero. Il nostro obiettivo principale è tutelare gli interessi legittimi dei cittadini, dei pensionati e dei lavoratori dell’istituto».

In una nota, l’Inps regionale scrive che quello in atto non è un ridimensionamento: «Il piano organizzativo e logistico, la cui proposta, avanzata dal direttore regionale dell’Istituto è, per la sua attuazione, in attesa dei necessari provvedimenti presidenziali, è basato sulla coesistenza, su base territoriale, di agenzie, punti Inps e punti cliente, nonché di intermediari abilitati. Come tale, il piano è caratterizzato da un’articolazione più complessa che, non solo non determinerà un ridimensionamento della presenza dell’Istituto sul territorio, ma, al contrario, garantirà un maggior presidio delle funzioni istituzionali, livelli più adeguati ed omogenei di servizio, oltre che una più alta qualità di relazioni nel territorio di riferimento. Per il conseguimento di tali obiettivi, il piano prevede una presenza più capillare di servizi personalizzati e consulenziali, i quali si accompagnano a uno sviluppo delle modalità di ricezione per appuntamento, sia di presenza che in modalità a distanza e, in termini assoluti, a un aumento considerevole delle postazioni aperte al pubblico.

È proprio grazie a questo ampliamento in termini quantitativi e qualitativi dell’offerta di servizio, che l’utenza avrà la possibilità di accedere, in ogni struttura del territorio siciliano, a prescindere dalla residenza e dal luogo ove la pratica viene lavorata e definita, ad ogni tipo di informazione, comprese quelle concernenti prodotti specialistici o di maggiore diffusione, per molti dei quali è oggi necessario rivolgersi alle strutture con articolazione più complessa, come le direzioni provinciali. Il piano prevede, nei territori ove è prevista la trasformazione dell’attuale agenzia in punto Inps ubicato all’interno di locali concessi in comodato d’uso dai Comuni, la quotidiana operatività di postazioni aperte al pubblico, dal lunedì al venerdì, per un totale di 20 ore settimanali».

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