Paternò. Danneggiato camion dell’Apas

Ignoti hanno danneggiato anche alcuni contenitori destinati al banco alimentare. Pappalardo: «Questi atteggiamenti ci rendono ancora più forti»

Nuovo atto di vandalismo, questa notte, a Paternò: danneggiato un camion dell’Apas, l’associazione di protezione civile sita in via Giovanni Verga,all’interno del complesso in cui si trova anche l’istituto comprensivo Marconi. I vandali hanno preso di mira un autocarro, in sosta all’interno del piazzale proprio dell’edificio, ed alcuni contenitori destinati al banco alimentare.  Il tutto mentre la città era impegnata nei festeggiamenti in onore di Santa Barbara, patrona della città, con i volontari della suddetta associazione intenti a prestare servizio alla cittadinanza.
Ad accorgersi dell’atto vandalico, il presidente della suddetta associazione Salvo Pappalardo, accompagnato da altri volontari di protezione civile. Si tratta del secondo episodio di vandalismo avvenuto nella sede paternese. Il più recente, risale agli inizi dello scorso novembre: ad essere stati danneggiati, in quell’occasione, il telone dell’autocarro i contenitori termici, oltre all’incendio che ha interessato, in passato, un’ambulanza dell’Apas.

Quando siamo arrivati in sede, oggi, siamo rimasti molto male perché un mese fa abbiamo avuto un altro attacco e questa volta hanno proprio distrutto i contenitori per il banco alimentare, anche se stavolta li hanno proprio fatti a pezzi ha dichiarato il presidente dell’Apas Pappalardo ad Yvii24 –  Ci rincresce questo fatto e non capiamo il perché. Abbiamo capito che saranno dei ragazzi che fanno questi gesti perché sono seccati, annoiati senza un sensoNoi non ci abbattiamo, siamo nati proprio con questo scopo e questi atteggiamenti ci rendono ancora più forti. Nella nostra sede ci sono già le telecamere, ma il camion era parcheggiato in un logo lontano dal raggio d’azione della telecamera. Ne abbiamo acquistate altre due, che monteremo subito dopo Santa Barbara e questo è un segnale forte. Vorrei sedermi con il dirigente scolastico per capire quali strategie utilizzare insieme, affinché quella scuola diventi nuovamente sicura come prima“.

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