Lastre di fibrocemento e rifiuti di ogni genere stazionano all’ingresso della struttura

Una discarica davanti all’isola ecologica comunale di Paternò. Sembra uno scherzo, un assurdo nonsenso, eppure è quello che succede con ormai cadenza regolare, dinanzi la piattaforma paternese di conferimento dei rifiuti. Ieri mattina la situazione era imbarazzante persino per chi si trovava nella posizione di osservare semplicemente: o alcuni individui inqualificabili si pongono evidentemente in controtendenza con la voglia di invertire la marcia sull’ambiente che soffia prepotentemente da varie parti d’Europa. Probabilmente se si perdesse questa perversa abitudine di insozzare le strade, periferiche e non, di rifiuti di ogni genere, non riusciremmo neanche più a riconoscere il nostro territorio.

D’altra parte chi dovrebbe sovrintendere e sanzionare questi atti pare non si stia impegnando come si conviene visti i risultati. Pochi dubbi permangono sul funzionamento delle telecamere installate su un palo accanto, l’ingresso dell’isola dove i delinquenti hanno depositato addirittura lastre di eternit, frigoriferi, resti di televisori e materassi. Comunque, già da venerdì, l’assessore Ezio Mannino ci garantisce che il sistema di videosorveglianza sarà attivato, con la messa in rete e quindi le telecamere saranno, o dovrebbero essere, funzionanti a tutti gli effetti. Non rimane che aspettare con pazienza, che in questo caso però, non è la virtù dei forti.

Una rassegnazione sempre meno impercettibile si sta definendo come sentire generale della cittadinanza, come se il fato infausto agisse contro di noi e la nostra comunità, e nulla si può opporre ad una forza così misteriosa e indomabile. Si tratta di quattro balordi e incivili, imputabili in alcuni casi anche di reati ambientali, che potrebbero, con le opportune misure, essere facilmente individuati e sanzionati così da divenire un monito per chi volesse emularli. Non sono cose spaziali, occorrerebbe buon senso ed onestà. L’istituzione dell’Osservatorio dei rifiuti avrebbe dovuto significare un’attenzione precipua rispetto a questi fenomeni, invece dove guarda l’Osservatorio? Cosa sta osservando in questo momento?

Le “Mamme in comune” in una lettera aperta, in quanto componenti, anche loro dell’Osservatorio, lamentano la mancanza di atti significativi: «L’osservatorio sarebbe il luogo ideale per esporre queste considerazioni e avanzare le proposte, ma viene valorizzato molto poco e finora l’amministrazione non ha dato l’impressione di volerlo ascoltare davvero, quanto di volerlo utilizzare come cassa di risonanza delle proprie, sebbene sporadiche iniziative».
Mentre i ragazzi di tutti gli Stati europei avanzano a grandi passi per combattere il fenomeno dell’inquinamento, a Paternò davanti alla discarica gli operai non possono rimuovere i rifiuti, neanche quelli che non sono speciali, senza il permesso del Comune perché è un servizio in più, rimangono dunque bloccati da richieste burocratiche, da cavilli all’azzeccagarbugli.

Se il sistema di videosorveglianza entra finalmente in funzione in quest’area dell’isola ecologica, tante ancora sono le micro-discariche disseminate in vari punti della città, la necessità di controlli in alcuni siti non può più essere ignorata. A nulla valgono le giustificazioni sulla carenza di personale o altro. Occorre, a questo punto, equilibrio e coraggio, quello che una ragazzina di quindici anni ha mostrato al mondo intero lanciando l’allarme inquinamento. Ma noi sicuro che viviamo nello stesso pianeta di Greta Thunberg? O possibilmente, il pianeta è il medesimo, ma dalle nostre parti il grado di civiltà è inciampato tra i rifiuti.

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