La vittoria, come in una precedente relativa alla questione dell’Ipab, evita gravi dissesti finanziari

Il Comune di Paternò vince una causa contro il Ministero all’Economia: peccato che son passati vent’anni. La questione, risolta da qualche giorno, risale agli anni ’90  e riguarda una vecchia discarica ubicata in Contrada “Petulenti”, area sud-ovest del territori comunale. Il comune aveva presentato ricorso al Tar del Lazio e la sentenza decreta la legittimità delle ragioni del ricorso avanzato anche da altri comuni siciliani, dal Friuli Venezia Giulia e dal comune di La Spezia.
La Corte dell’Unione europea ha inflitto una condanna milionaria allo Stato per la mancata riqualificazione di alcune discariche abusive. Da qui lo Stato ha pensato di rivalersi sui comuni e le regioni, dove queste discariche erano state individuate. Nel caso di Paternò si trattava di una discarica situata in contrada Petulenti.

Il Comune si è opposto e ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro il Ministero all’Economia che di fatto esigeva il pagamento della sanzione, trattandosi inoltre di una violazione ambientale, era coinvolto anche il Ministero all’Ambiente.
Le sentenze del Tar riportano, a sostegno dell’accettazione del ricorso: «L’Autorità statale non avrebbe condotto alcuna istruttoria, sito per sito, sulle eventuali responsabilità dei singoli enti territoriali». Ricorso accolto a favore dei ricorrenti e spese di giudizio, ripartite equamente, a carico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero all’Economia e del Ministero all’Ambiente.
Paternò è stata promotrice dell’azione di ricorso al Tar, coinvolgendo i comuni di Siculiana, Leonforte, Recalmuto, La Spezia e la regione Friuli Venezia Giulia.

La vittoria in questa causa, come in una precedente relativa alla questione dell’Ipab, ha evitato gravi dissesti finanziari.
Soddisfazione per questo risultato ha espresso il primo cittadino Mauro Mangano: «Questa è la vittoria dei sindaci di Paternò, Recalmuto, Siculiana e Leonforte. Friuli Venezia Giulia non aveva proposto neppure l’istanza cautelare che ha portato alla fissazione dell’udienza di febbraio per tutti. La Spezia voleva rinunciarvi. La vittoria di queste cause – intendendo anche la questione Ipab – è la dimostrazione che se si agisce con fermezza, senza compromessi e mediazioni, creando alleanze si riesce a centrare l’obiettivo».

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