Porte aperte al dongione normanno per le rievocazioni dei” Medievales Aetnei”

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Anche quest’ultima domenica, 23, del mese di febbraio porte aperte al Castello normanno, dalle 11,00 alle 12,30. Un anticipo di primavera, sul piano culturale, dunque investe la collina storica paternese grazie all’impegno dei “Medievales Aetnei”. Il gruppo capitanato dal maestro Salvatore Coniglio, con il patrocinio del Comune di Paternò e del Polo regionale di Catania e parco archeologico, anima le stanze del castello l’ultima domenica di ogni mese. Rievocazioni medievali che hanno tutto il sapore dell’epoca in cui regnava la sovrana Bianca di Navarra e il suo consorte Martino II, ma non soltanto per via degli abiti rigorosamente del periodo, ma soprattutto per le interessanti rappresentazioni.

Non manca la musica, eseguita anche con strumenti antichi a rendere l’atmosfera regale e gioiosa al tempo stesso. Una lezione di storia creativa, che appassiona e corrobora il senso di appartenenza ad un territorio che ha avuto grande importanza anche nello scacchiere politico europeo. Molto entusiasmo rispetto all’iniziativa hanno mostrato i cittadini paternesi, ma non solo, infatti anche dai comuni limitrofi in parecchi hanno voluto assistere a queste brillanti rievocazioni medievali. Un impegno culturale nel territorio, che non ammette pause, quello del maestro Coniglio e dei suoi collaboratori, sostanzialmente molti già componenti dell’associazione musicale culturale Coro polifonico “Sturm and Drang” e Orchestra da camera “L’estro armonico”.

Canti, musica, poesie, racconti, danze per una ricostruzione medievale fedele e coinvolgente animerà (fino all’ultima domenica di giugno 2020) le stanze dell’antico maniero, che incanta ma non in maniera fiabesca, bensì per i fasti di un passato straordinario. Così in tutti e tre i piani del castello si respirerà un’aria da età di mezzo, con componimenti musicali, con i sonetti di Petrarca e le novelle di Boccaccio e con la declamazione di due delle Consuetudini emanate da Bianca di Navarra.

«L’intento è quello di far rivivere la storia. Aprire – spiega lo scopo di questo progetto artistico ,il maestro Salvatore Coniglio– il castello con quello che è stata la sua storia, con qualche contenuto non soltanto fisico, ma culturale, conoscitivo. Siamo profondamente convinti che chi non conosce il suo passato non può essere padrone del suo futuro, quindi cerchiamo di adoperarci per far riscoprire la meraviglia di questi luoghi, di questa nostra Paternò».

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