L’esponente 5 Stelle: «Offesa dal primo cittadino. Naso: «Sia più educata»

Scontro a tutto campo fra il Movimento 5 Stelle di Paternò e il sindaco Nino Naso, dopo la conferenza dei capigruppo di ieri. La bomba è deflagrata stamattina, a ventiquattro ore dai fatti, quando il Movimento 5 Stelle paternese ha pubblicato sulla propria pagina Facebook un post in cui accusa il sindaco di aver offeso, al termine della riunione, la consigliera pentastellata, nonché vicepresidente del consesso, Martina Ardizzone.
Il M5S scrive, fra le altre cose: “(…) mentre (la consigliera Martina Ardizzone ndr) discuteva con il Presidente del Consiglio per delle questioni organizzative dei lavori delle commissioni, il Sindaco, al di fuori della questione, si è permesso di commentare con un garbato “Ma che mi****a dice”, e ha continuato urlandole contro con le mani a pochi centimetri dalla sua faccia e dandole della maleducata senza garbo istituzionale” (Leggi la nota integrale).

Insomma uno scontro a tu per tu che poco ha a che fare con la politica e molto con i rapporti personali. Abbiamo intervistato al telefono sia la consigliera Ardizzone, sia il sindaco Naso per una versione dei fatti dalle due diverse angolazioni.
«Sono particolarmente dispiaciuta di quanto accaduto, poiché non è una cosa piacevole ritrovarsi in situazione del genere – argomenta la vicepresidente del Consiglio comunale Ardizzone –. Tutti possiamo sbagliare sotto la pressione del lavoro che svolgiamo all’interno del palazzo, ma non bisogna esagerare e oltrepassare l’aspetto politico e tecnico per entrare sul lato personale.
A questo punto mi attendo le scuse del sindaco, in quanto mi sono sentita aggredita. A volte posso essere anche fastidiosa perché mi attacco eccessivamente su  alcune cose, o critico insieme al gruppo alcuni aspetti della vita amministrativa, ma non mi sono mai allontanata dall’aspetto politico. Sono sempre stata rispettosa ed educata, a differenza di ciò che è avvenuto nei miei confronti».

Come donna si è sentita colpita anche per la frase scurrile che lei dice, come, peraltro, riporta la vostra nota, di aver sentito dal sindaco?
«Sì, certamente. Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero e io stavo esponendo al presidente il mio pensiero sui lavori delle commissioni, quando ho sentito la critica alle mie parole con quella frase scurrile. Mi sono sentita mancata di rispetto. Ho replicato al sindaco dicendo che andava bene la critica politica, ma non alla persona, perché è cosa ben diversa. Inoltre mi sono sentita colpita dal fatto di essere stata definita maleducata. Non sono stata eletta per sentirmi dire questo, ma per rappresentare i cittadini e i miei elettori, per lavorare per il bene della città».

Così replica il sindaco Nino Naso.

«Io credo che non si debba mai perdere il senso delle istituzioni, e questo, per quanto mi riguarda, lo dice la mia vita, il mio carattere, il modo di approcciarmi con il prossimo. Ieri ho assistito a un fatto indegno. Avevamo concordato con il presidente del Consiglio comunale, Filippo Sambataro, professionista serio, garbato e civile, una riunione con i capigruppo per una seduta consiliare sui recenti fatti di cronaca relativi a diversi incendi di auto in città. A riunione conclusa è giunto il consigliere Ardizzone che ha iniziato a inveire contro il presidente del Consiglio comunale dicendo che la riunione doveva essere concordata con lei.
La  consigliera mi ha chiamato in causa alzando la voce e facendo riferimento a fatti precedenti. A questo punto ho replicato ad alta voce anche io, ricordandole il ruolo istituzionale che ricopre e dicendole di rivolgersi in maniera consona agli organi istituzionali. Abbiamo solo alzato il tono della voce, ma da parte mia solo per richiamarla al ruolo che ricopre, nel rispetto della città».

La consigliera la accusa di aver utilizzato un termine volgare.
«I valori sono i principi della mia vita – argomenta il primo cittadino –. Le ho detto che i toni che lei usava erano toni maleducati, ma non appartiene allo stile della mia vita l’utilizzo di termini volgari, io sono sempre garbato con tutti. La consigliera deve avere rispetto per le persone più grandi di lei e per lo stesso ruolo che ricopre: il fatto che abbia un ruolo istituzionale dovrebbe farla riflettere di più e la dovrebbe indurre a essere più garbata.
Io non avevo alcun interesse a creare tutto ciò e mi auguro che nessuno speculi su queste cose. Ognuno di noi dovrebbe impegnarsi su come risolvere i problemi: non servono né scontri personali né calunnie».

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