Paternò, la Fiat Uno incendiata in via Chiesa Nuova

Paura in via Chiesa Nuova: le fiamme dall’auto avvolgono anche la porta di un’abitazione. Nessun ferito

Ancora due auto in fiamme a Paternò a causa di una o più “manine” incendiarie. E il conto delle vetture distrutte dal fuoco è impressionante: ben 12 veicoli nel giro di una settimana. Il primo allarme, ieri sera, è scattato intorno alle 23:30 in via Giovan Battista Nicolosi all’altezza del civico 269, nel pieno del quartiere di San Michele. A segnalare ai Carabinieri di piazza della Regione un’auto in fiamme è stata una telefonata. Interamente distrutta dal fuoco una Fiat Panda primo modello, originariamente bianca. Parzialmente danneggiata anche una Bmw grigia posteggiata accanto.
E mentre i militari operavano in via G.B. Nicolosi, altra segnalazione per una Fiat Punto avvolta dalle fiamme in via Chiesa Nuova, a un tiro di schioppo dalla Panda: un centinaio di metri, circa. In questo secondo caso, però, l’incendio è stato accompagnato dalla paura per le sorti dell’abitazione accanto alla Uno: le fiamme hanno, infatti, distrutto la porta d’ingresso al pianterreno, minacciando di avvolgere l’intero appartamento.

Disagi anche per diverse abitazioni nei pressi del rogo, che si sono riempite di un fumo denso e nero. Seriamente danneggiata, oltre che la porta, anche la facciata del palazzetto, in gran parte annerita. La Uno è stata irrimediabilmente distrutta. I Vigili del Fuoco di Paternò, in entrambi gli incendi, hanno evitato danni maggiori.
Da quel che appare, sembrerebbe che i piromani scelgano le auto assolutamente a caso nel loro apparente “nonsenso” incendiario. Unico denominatore il fatto che ad essere prese di mira sono auto vecchie, di 20 o più anni: insieme alle due di ieri si Mercedes, Uno, Y10 ed altre vetture “datate” distrutte nei giorni precedenti. A questo punto è necessario mettere fine a questo assurdo gioco (di ragazzini?), che potrebbe essere figlio della noia o di un non ben individuato interesse. Da quanto emerge dalle indagini, alcuni servizi di videosorveglianza avrebbero filmato due ragazzi e una ragazza quali autori degli incendi. Non sarebbero, però, volti noti alle forze dell’ordine e da questo deriverebbe la difficoltà di riuscire a dare un nome ai criminali, termine che sembra più appropriato per definire chi mette a rischio la vita altrui. Al vaglio degli inquirenti, per le indagini degli incendi di ieri, altre immagini di diversi circuiti di videosorveglianza.

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